La Nuova Sardegna

Oristano

Volantini e minacce, anonimi scatenati: denuncia in Questura

di Michela Cuccu
Volantini e minacce, anonimi scatenati: denuncia in Questura

In periferia accuse al vetriolo nei confronti di un residente «Hai sparso polpette avvelenate, sappiamo dove stai»

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ORISTANO. «Hai sparso polpette avvelenate e il mio cane è morto fra mille tormenti: sappiamo dove abiti e che sei pedofilo: dormi tranquillo». Di avvelenato, di sicuro, c’è il contenuto dei volantini, rigorosamente anonimi, che ieri mattina, qualcuno ha sparso a centinaia in alcune strade alla periferia est della Città. Per gli abitanti della zona è stato brusco il risveglio, soprattutto, pieno di sospetti e interrogativi, come sempre accade quando, una denuncia avviene in questa forma, ovvero, con minacce neppure tanto velate e accuse da calunnia.

La denuncia, quella vera, l’ha invece presentata un abitante della zona: è andato in Questura ed ha consegnato il volantino. «Se sono io, l’obbiettivo di queste minacce, sappiano che non ci sto. Non ho fatto mai nulla contro la legge nè disturbato nessuno. Insomma, sono tranquillo con la mia coscienza e tutto il resto. Certo, questa storia mi fa male, ma a chi non lo farebbe?» Parla volentieri, lui, l’uomo accusato nel modo più vigliacco: con l’anonimato. Parlano anche i vicini, che questa storia, ieri mattina dimostravano di non averla digerita per nulla. «Questo è un quartiere tranquillo», spiegano uomini e donne che non nascondono che dopo questa valanga di accuse e minacce anonime, qualcosa è cambiato. «Qui ci conosciamo tutti: mai un litigio fra di noi, mai uno screzio: questo è un vicinato fatto di persone che lavorano e, quando hanno occasione, scambiano qualche chiacchiera in armonia», dicono. Però c’è il volantino, che denuncia come nella piazzetta alla fine della strada, una mano, neppure tanto ignota, avrebbe cosparso polpette avvelenate per uccidere i cani. «I cani? Qui sono sempre stati i benvenuti», dice sorridendo un anziano che vive in quei pressi. Dal suo cancello, si affaccia un cucciolo che vorrebbe salutare e giocare, magari spera in una carezza della nuova arrivata. Che quella piazzetta, circondata dagli alberi «piantati e curati da noi», spiegano gli abitanti della zona, sia spesso scelta per portare i cani a passeggio, è evidente. Pochi minuti e infatti, arriva un signore col suo cagnetto. «Però questa cosa mi preoccupa», dice, mentre mostra uno dei volantini raccolto per strada «No, io di questa storia delle polpette non avevo mai sentito neppure parlare, eppure lo saprei, dato che con il mio cane ci vengo tutti i giorni». Piazzetta che è diventato un minuscolo, improvvisato campo di calcio dove, ogni pomeriggio, si sfidano squadre di bambini. «È un posto tranquillo, questo – dicono – qui vengono volentieri: Se solo il Comune lo curasse un po’ di più e lo attrezzasse, sarebbe anche meglio. Perché è di attenzioni che abbiamo bisogno, non di calunnie anonime».

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