Prefettura cancellata, nuove proteste
Cgil, Cisl e Uil con i sindacati delle forze dell’ordine manifesteranno a Cagliari e a Roma. «Altri uffici saranno soppressi»
ORISTANO. Arriverà a Cagliari e se necessario, fino a Roma, la protesta del territorio contro l’accorpamento a Nuoro della Prefettura.
È una mobilitazione che mette assieme sindacati e Municipi, quella annunciata ieri mattina nel corso dell’assemblea indetta da Cgil Cisl e Uil e che ha visto anche la partecipazione dei rappresentanti di tutti i sindacati di Polizia. Il primo appuntamento è praticamente già fissato: nello stesso giorno che il Consiglio regionale a Cagliari, discuterà la mozione contro la chiusura della Prefettura di Oristano, sotto il Palazzo di via Roma saranno convocati gli 88 Consigli comunali della provincia. A Roma, invece, amministratori locali e sindacati si daranno appuntamento in concomitanza con l’incontro, fissato al Governo, dopo le proteste sollevate in tutta Italia dalle 22 sedi di Prefettura destinate ad essere accorpate.
Il timore è quello che all’accorpamento delle Prefetture segua la soppressione di altri uffici dello stato, attraverso la declassazione dei comandi provinciali di Vigili del Fuoco, Carabinieri e Guardia di Finanza, con inevitabili contraccolpi anche per l’economia del territorio.
Ieri mattina i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil, Roberta Manca, Federica Tilocca e Angelo Medde, affiancati dai responsabili delle diverse categorie provinciali e regionali, hanno fatto il punto su una situazione, che, come hanno sottolineato «non riguarda il problema del trasferimento in altra sede di lavoro per un centinaio di funzionari e impiegati, ma la cancellazione di servizi essenziali per un territorio i cui indicatori socio economici dimostrano non potersi permettere un lusso di questo tipo».
In gioco entrano infatti le statistiche «utilizzate da Roma a seconda della convenienza – ha detto Angelo Medde – che per cancellare la Prefettura usa gli indicatori che inseriscono Oristano fra le dieci province più tranquille d’Italia, contemporaneamente, ignora del tutto il fatto che siamo sprofondati al 96esimo posto per quel che riguarda il tenore di vita dei cittadini». E riaffiora la questione, mai risolta, della difficoltà da parte del territorio di far sentire la propria voce e rivendicare le proprie istanze anche con la politica regionale. «Da quando si è insediata la nuova giunta, non siamo mai riusciti ad ottenere un incontro con il presidente Francesco Pigliaru», è stata l’accusa dei sindacalisti che la dice lunga sulle difficoltà del territorio di essere ascoltato. Passaggio, questo, incassato dai consiglieri regionali del Pd, Antonio Solinas e Mario Tendas, presenti ieri all’assemblea, assieme a qualche sindaco ed assessore comunale e provinciale. Proprio la soppressione della Provincia avrebbe fatto scattare l’applicazione delle normative di declassamento e accorpamento dei presidi dello Stato. È questo l’aspetto sollevato dal consigliere provinciale Battista Ghisu «Quando i parlamentari sardi hanno approvato la legge Del Rio, probabilmente non si sono resi conto che alla permanenza delle Province era legata l’autonomia delle prefetture». Intanto, la parlamentare Pd Caterina Pes, ieri ha fatto sapere che oggi incontrerà il prefetto Claudio Sgaraglia, che si sta occupando dell’applicazione del Decreto che ha disposto gli accorpamenti delle prefetture.
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