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Oristano

Torre dell’Isola Rossa, pochi fondi per il restauro

di Alessandro Farina
Torre dell’Isola Rossa, pochi fondi per il restauro

Bosa, la somma messa a disposizione dalla Soprintendenza non è adeguata Nelle casse comunali non ci sono i soldi per completare gli interventi necessari

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BOSA. C’è un monumento da riaprire e valorizzare. Per la verità nella città del Temo su questo fronte lavoro e difficoltà non mancano. Ma il monumento di cui si tratta è una delle icone della città, anzi della marina visto che si tratta della imponente torre a guardia dell’isola Rossa.

Questa insieme al faro, oggi dismesso, collocato sulla punta a sud est dello scoglio collegato a terra dal muraglione Caduti di Cefalonia è di fatto la cartolina di presentazione della baia chiusa dalla spiaggia grande, che ospita ogni estate migliaia di presenze giornaliera.

Monumento, la torre e anche la scalinata di accesso alla sommità dell’area che ospita il manufatto, off-limits da anni, considerato un cedimento strutturale alla pavimentazione che si era verificato dopo il piovoso inverno di oltre cinque anni fa. La Sovrintendenza era intervenuta con un primo progetto e appalto di messa in sicurezza. A questo si è aggiunto un ulteriore stanziamento di ottantamila euro che serviranno alla messa in sicurezza dell’area attorno alla torre.

«Con lavori già appaltati che però non credo siano sufficienti per poter pensare ad una rapida riapertura di questo importante bene storico e architettonico della nostra città», afferma il sindaco Luigi Mastino.

Il primo cittadino qualche mese fa, dopo una ordinanza della Guardia Costiera, aveva dovuto procedere a firmare un’ordinanza che vieta l’utilizzo della scalinata che permette dal muraglione (altra struttura che necessita di un intervento di messa in sicurezza, con 140mila euro già stanziati dalla Regione) di raggiungere la torre.

E così uno dei beni identitari di Bosa resterà chiuso ancora per un bel pezzo, a meno di un considerevole intervento finanziario esterno. L’accesso alla torre dell’isola Rossa – all’interno si svolgevano mostre e piccoli convegni mentre dalla sommità è possibile godere di una eccezionale vista a trecentossessanta gradi – garantiva anche interessanti entrate alla cooperativa che gestisce il bene, con migliaia di accessi all’anno, in particolare nei mesi estivi. La speranza quindi è che chi di competenza riesca a trovare altri finanziamenti, e procedere a sistemare l’area tra il muraglione, la torre ed il faro, che può giocare come in passato un ruolo di attrazione culturale certamente di peso.

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