La Nuova Sardegna

Oristano

Sulle tariffe delle mense la censura della minoranza

di Alessandro Farina

Bosa, secondo i gruppi di opposizione Udc e Per Bosa, gli aumenti sono eccessivi In una nota si parla di «costi ingiustificati che non tengono conto del reddito»

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BOSA. Sulle nuove tariffe stabilite dall’amministrazione civica per la compartecipazione delle famiglie ai costi per la mensa scolastica arriva la dura nota dei gruppi di opposizione Udc e Per Bosa. Che senza mezzi termini parlano di “Aumenti ingiustificati e a tempo scaduto” e, dopo la polemica sulle nuove tariffe Tari, di “Una vera e propria ingiustizia che colpirà, ancora una volta, le famiglie”. Nella scuola dell’infanzia rispetto al precedente anno scolastico il costo di ogni singolo pasto aumenta di 40 centesimi rispetto ai 2 euro precedenti, con il carnet di 20 buoni che tocca ora i 48 euro e un aumento del 20%. Nella primaria invece “Rispetto all’anno scolastico 2013/2014 la Giunta ha deciso di applicare un sistema di calcolo diverso. Siamo passati da un sistema che divideva in 4 fasce l’utenza, in funzione del reddito Isee prestabilito ad un sistema di sole 3 fasce ma con graduatorie (i primi 30 aventi diritto in fascia “A”, dal 31 al 60 fascia “B”, tutti gli altri fascia “C”)” con il risultato che, contestano Udc e Per Bosa nel confronto “Solo i primi 30 pagano meno rispetto al passato (ma solo di 3 euro ogni 20 pasti), mentre tutti gli altri pagano di più, arrivando ad aumenti del 60%.” Un sistema “Iniquo” per Sergio Obinu, Rosalia Acca, Alfonso Campus, Piero Franco Casula e Sergio Rosa. Considerato che “Di fatto solo 30 bambini della fascia “A” usufruiranno del costo di € 2,50 a pasto, rispetto ai € 2,65 che si pagavano fino al 2014 (un risparmio di 15 centesimi)” mentre nella fascia B, dal 31° al 60° reddito in graduatoria l’aumento è già considerevole, passando dai 2,65 ai 3,20 euro a pasto. Mentre per coloro che rientrano nella fascia C della graduatoria, dal 61° posto in poi, ipotizzando un reddito Isee variabile dai 6.500 ai 13.000 euro “Si andrà a pagare 4,50 euro a pasto, rispetto ai 2,80 del passato. Passando dai 56,00 euro per 20 buoni pasto ai 90 euro di oggi. Un aumento netto di 1,70 euro a pasto, pari ad oltre il 60%. Inconcepibile” si sottolinea. Per le minoranze invece “Molto più equa sarebbe stata una ripartizione in fasce di reddito, senza graduatorie, considerando le situazioni con più bambini di una stessa famiglia”. Mentre “Se da un lato sembra minimo e comprensibile l’aumento della contribuzione per la scuola dell’infanzia (il 20%), questo non lo è per la scuola primaria”. Più in generale “Gli aumenti andavano fatti ed erano doverosi e, responsabilmente, affermiamo che non si potevano evitare. Ma una cosa è apportare i giusti correttivi con aumenti spalmati su tutta l’utenza, altra cosa è vessare in continuazione le famiglie bosane con aumenti spropositati e differenti, senza tener conto del reddito come si dovrebbe, anziché fare graduatorie” la tesi finale dai banchi della minoranza. Su un argomento di cui già si discute, e che probabilmente approderà presto nuovamente in Consiglio.

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