La Nuova Sardegna

Oristano

Giacinti, il sindaco accusa: «Ignorati i nostri appelli»

di Claudio Zoccheddu
Giacinti, il sindaco accusa: «Ignorati i nostri appelli»

Riola Sardo, Domenico Ari: «Provincia e Regione stupite della nostra paura» Le piante potrebbero bloccare il deflusso nel canale. Vicino abitano 60 famiglie

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RIOLA SARDO. I giacinti crescono rigogliosi, proprio come la preoccupazione dei cittadini. Il ciclone “Mediterraneo” che ha colpito la Sardegna mercoledì e giovedì ha risvegliato la paura di finire sott’acqua per colpa delle piante che infestano il rio Mar’e Foghe e che, spinte da un’eventuale ondata di piena, potrebbero tappare il corso del canale all’altezza del ponte lungo la statale 292, poco fuori dal paese. L’evento non sarebbe una novità: era successo nel novembre del 2013, durante il passaggio del ciclone “Cleopatra”, e solo l’ intervento di una pala meccanica aveva impedito che il tappo sotto il ponte causasse l’allagamento di una zona del paese, quella più vicina al canale. Due anni dopo, la situazione è la stessa: «Stiamo controllando il ponte nella speranza che le piogge non ne gonfino il corso e la massa vegetale, trascinata dalla corrente, impedisca il deflusso dell’acqua», ha detto il sindaco, Domenico Ari, che si è fatto portavoce dei sentimenti dei cittadini. «Ricevo messaggi sul telefono e sui social network, tutti vogliono conoscere la situazione del fiume. Hanno paura e hanno ragione». Lungo il corso del Mar’e foghe, a pochi metri di distanza, ci sono gli impianti sportivi, qualche attività commerciale ma soprattutto sessanta abitazioni: «In cui abitano almeno 150 persone», precisa il sindaco. Nonostante il pericolo e nonostante il passaggio del ciclone fosse stato ampiamente annunciato, i giacinti sono rimasti al loro posto per tutta l’estate e per i primi scampoli d’autunno. La politica non è riuscita a coordinarsi e dare una risposta concreta a chi, più volte, ne ha chiesto l’aiuto: «Qualche tempo fa, quando ci siamo incontrati con i tecnici e gli amministratori di Provincia e Regione per cercare una soluzione del problema, mi sono sentito chiedere come mai fossi preoccupato per l’infestazione – aggiunge ancora Ari –. Non posso che rispondere facendo a loro, e mi riferisco agli amministratori della Provincia, la stessa domanda: come fanno a non essere preoccupati?». Intanto, il problema è destinato a peggiorare con il passare del tempo. Le piante, nonostante si tratti di una specie tropicale, hanno dimostrato di non soffrire particolarmente la stagione invernale e di gradire quella primaverile e estiva. Attitudini che preoccupano chi è costretto a vivere senza mai perdere d’occhio le condizioni del meteo e il livello delle acque di un canale il cui corso rischia di interrompersi all’improvviso.

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