Via il servizio vaccinazioni: tante proteste
Santu Lussurgiu, per i vaccini non antinfluenzali si andrà a Ghilarza. Contrari sindaco e cittadini
SANTU LUSSURGIU. Contro la graduale ma costante azione di smantellamento dei servizi presenti nei piccoli Comuni, giustificati con la necessità di risparmiare sulle spese, istituzioni ed enti continuano a tagliare, incuranti delle esigenze e delle proteste dei cittadini. A fare i conti con la politica del risparmio, questa volta messa in atto dalla Asl 5 di Oristano, in ottemperanza a una delibera della Regione che prevede la riorganizzazione della rete vaccinale in sedi che abbiano adeguati requisiti di sicurezza, è proprio il servizio vaccinazioni non antinfluenzali, cioè: quelle che riguardano i bambini più piccoli, le cui madri dovranno portare i loro piccoli a Ghilarza. La notizia, com’era prevedibile, ha creato agitazione in paese e suscitato la protesta della gente. Per contrastare il provvedimento si è perfino creato un comitato spontaneo, che, nel volgere di brevissimo tempo, ha raccolto un gran numero di firme che sono state inviate alla Asl oristanese. Sulla questione si è pronunciato anche il Consiglio comunale, riunitosi mercoledì sera, con un documento di protesta verso il provvedimento approvato all’unanimità. «Nessuno ha pensato di informarmi della decisione adottata dalla Asl – ha detto il sindaco Diego Loi –. Questo provvedimento non fa altro che creare disagio ai cittadini. La struttura che ospita il Poliambulatorio è confortevole ed efficiente. Se il problema è dato dalla mancanza di un frigorifero idoneo alla conservazione dei vaccini, siamo pronti ad acquistarlo noi». Ma il problema non sembra così facilmente risolvibile, intanto perché il frigorifero in questione deve corrispondere a specifiche caratteristiche, quali la corretta gestione della catena del freddo. Poi perché la Regione ha già stabilito quali sono le 11 sedi vaccinali della provincia. La dottoressa Maria Valentina Marras, responsabile del Servizio di Igiene Pubblica, precisa: «L’ambulatorio lussurgese non chiude e i servizi erogati dall’ufficiale sanitario resteranno attivi, ad eccezione delle vaccinazioni non antinfluenzali. Non si tratta di acquistare un frigorifero, bensì di attenersi a quanto stabilito dalla delibera della Regione, che ha individuato i centri vaccinali della nostra provincia. Le madri dei bambini da vaccinare, o di quelli che devono fare i richiami, saranno avvisate preventivamente con “chiamata attiva”, proprio per ridurre al minimo eventuali disagi». La paura del sindaco e dei suoi concittadini però, è che questo non sia altro che l’inizio di un’opera di smantellamento progressivo dei servizi, non solo quelli Asl. «Ho chiesto un appuntamento all’assessore Regionale alla Sanità, al commissario straordinario e al direttore del Servizio igiene pubblica – conclude Loi –, attendo ancora che mi chiamino”.
Piero Marongiu
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