Cabras, i pescatori di ricci già chiedono più tempo
Incontro tra l’assessore regionale Falchi e l’associazione dei professionali La stagione inizierà il 1° novembre. Gli sportivi in acqua 3 giorni alla settimana
CABRAS. Quando l’estate va in archivio parte una contro alla rovescia particolare. La stagione della raccolta dei ricci di mare, infatti, è alle porte. Se i buongustai non aspettano altro e le tavole sono pronte per essere imbandite, i professionisti che si occupano della pesca del gustoso echinoderma spinoso non possono essere da meno. Mercoledì è partito il cammino di avvicinamento al primo giorno di novembre, quando verrà aperta ufficialmente le pesca dei ricci di mare. I’incontro si è tenuto in Regione e, davanti all’assessore Elisabetta Falchi, c’erano le delegazioni dei pescatori professionali del cagliaritano e dell’oristanese, i due gruppi più numerosi. Superati gli screzi sulla territorialità e sulle metodologie di raccolta che avevano messo le due marinerie una davanti all’altra sul lungomare di Putzu Idu appena due inverni fa, i pescatori e i tecnici del Servizio pesca della Regione si sono confrontati per raccogliere suggerimenti e idee che aiuteranno le stesura del decreto regionale che regolamenterà la pesca e che verrà pubblicato tra qualche settimana. «Abbiamo chiesto che la pesca possa partire da novembre e arrivi fino alla fine di aprile», ha confermato David Bichi, presidente dell’associazione che riunisce i pescatori subacquei professionali dell’oristanese, «e che venissero confermate le quantità di ricci su cui lavoravamo lo scorso anno». A scanso di novità dell’ultima ora, i pescatori che agiscono dalla barche potranno raccogliere ogni giorno 6 ceste di ricci, pari a circa 3mila esemplari, mentre quelli che partono dalla riva dovranno fermarsi a 3 ceste, circa 1500 ricci. È probabile che le novità più sostanziali riguardino la pesca sportiva, la cui pratica potrebbe essere limitata a tre soli giorni alla settimana (mercoledì, sabato e domenica) con un massimo consentito di 50 ricci a testa. Oltre alla riduzione della pesca degli sportivi, potrebbe essere previsto un inasprimento delle sanzioni da comminare a chi non rispetta le regole, sia che si tratti di pescatori professionali o che si parli di subacquei sportivi. Rimarranno i libretti da compilare, o “giornali di pesca”, con le quantità di ricci raccolti e le zone di lavoro. Discorso ancora in alto mare, invece, quello legato alle licenza di pesca all’interno dei confini dell’Area marina protetta. Prima che il parco cabrarese possa disciplinare la pesca è necessario che la Regione pubblichi il decreto e, poi, che il Ministero dell’Ambiente accolga le richieste dell’Area marina.
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