Caccia al cinghiale e nuove responsabilità
Scano Montiferro, i capi compagnia chiamati a collaborare con le Asl per il controllo della peste suina
SCANO MONTIFERRO. La stagione di caccia 2015/2016 appena iniziata si è aperta con le solite polemiche tra associazioni e Regione, in disaccordo sulla compilazione del calendario venatorio, alle quali si sono aggiunte anche quelle relative alla caccia al cinghiale, che inizierà tra un mese. Le responsabilità maggiori saranno dei capi caccia, i quali sono chiamati dalla legge a rispettare le norme sanitarie imposte dalla necessità di debellare dalle campagne sarde la peste suina africana. Giovedì scorso in paese c’è stato un incontro promosso dalla Asl 5 per parlare delle prescrizioni relative al controllo del problema, al quale erano presenti anche rappresentanti delle Associazioni venatorie sarde. Alcuni di essi non hanno gradito la probabile inclusione della provincia di Oristano nella mappa che indica le aree in cui il problema è maggiormente presente. Marco Efisio Pisanu, segretario regionale dell’associazione Caccia Pesca Ambiente (Cpa), ritiene che il criterio adottato dalla Regione non tenga conto del fatto che nella Provincia di Oristano il problema non sia stato riscontrato. «Nonostante la mappa indichi le zone a rischio – ha detto – pare che la Regione voglia applicare le prescrizioni su tutto il territorio isolano. Bisognerà vedere quanti capi caccia si assumeranno l’onere richiesto». L’onere è quello di procedere al prelevamento dei campioni di sangue, diaframma e milza, dai capi abbattuti e consegnarli al veterinario incaricato dalla Asl che provvederà inviarli al laboratorio analisi perché siano sottoposti ad esami virologici, sierologici e parassitologici; nonché di non consumare la carne, che deve essere conservata in locali idonei, fino all’arrivo del responso, previsto entro due giorni dal prelevamento. Massimo Meneghel, cacciatore esperto e capo caccia di una delle quattro compagnie che operano nel territorio di Scano Montiferro, sulle norme imposte dalla Regione è molto chiaro: «Io sono favorevole ai controlli.
Nella mia compagnia sono io il responsabile, e non mi crea difficoltà. Quello della peste suina è un problema molto serio, e sarebbe sciocco sottovalutarlo. La mappa, secondo me, è puramente indicativa, perché il cinghiale per mangiare si sposta di notte, ed è capace di percorrere anche oltre 40 chilometri. Chi mi dice che tra quelli che vengono nelle nostre zone di caccia non ce ne sia qualcuno malato? Sono convinto che il compito dei cacciatori – conclude Meneghel – sia anche quello di collaborare con le autorità sanitarie per tenere sotto costante monitoraggio la popolazione dei cinghiali».
Piero Marongiu
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