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Oristano

Polizia locale, Abbasanta fuori dall’Unione

Polizia locale, Abbasanta fuori dall’Unione

La co-gestione con i Comuni del Guilcer è stata ritenuta fallimentare. Il 5 ne discuterà il Consiglio

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ABBASANTA. Il Comune revoca la funzione di polizia locale all’Unione del Guilcier. A due anni dall’attivazione del servizio territoriale l’amministrazione ha tirato le somme ed è giunta alla conclusione che il risultato non è stato all’altezza delle aspettative. Non solo non è stato conseguito il risparmio preventivato, ma sarebbero stati sostenuti costi addirittura superiori al previsto a fronte di un tasso di efficienza ben al di sotto del coefficiente prospettato al tavolo di concertazione degli amministratori locali. Un confronto da cui si era sottratto sin dalla prima ora il sindaco di Ghilarza allora in carica, Stefano Licheri, e che invece era stato successivamente abbandonato dall’ex primo cittadino di Norbello Antonio Pinna nella convinzione comune che la gestione in forma associata tra nove municipalità avrebbe comportato costi maggiori a carico dei singoli bilanci a fronte di un’organizzazione che avrebbe finito con il penalizzare i Comuni dotati di un buon organico.

Le due amministrazioni locali avevano così privilegiato la strada di una co-gestione ristretta. Le stesse valutazioni oggi sono alla base della decisione di recedere presa dall’esecutivo abbasantese, che le sottoporrà all’attenzione del Consiglio comunale nella seduta del 5 ottobre. «Il servizio di polizia locale non ci ha portato benefici, semmai ci ha penalizzato – ha dichiarato l’assessore Bachisio Medde –. I costi sono aumentati e la qualità del servizio ne ha risentito perché mettere le nostre due unità a disposizione di altri enti locali sottrae diverse ore all’attività di vigilanza in paese». La drastica decisione è maturata dopo un’attenta analisi del rapporto costi-benefici riferita a un arco temporale di due anni e anche per dare una risposta alla cittadinanza che ha lamentato l’inefficienza del servizio di vigilanza nel corso degli incontri nei rioni promossi dall’amministrazione. «Il fatto che i nostri dipendenti prestino servizio anche in altri paesi ha penalizzato la gestione del traffico e della viabilità e ha acuito il problema storico del parcheggio selvaggio – ha spiegato l’amministratore –. E nel frattempo sono cresciuti altri fenomeni preoccupanti che in questo modo non riusciamo a fronteggiare: le conseguenze dovute al mancato rispetto da parte dei proprietari di cani delle norme sulla convivenza civile tra uomo e animali e l’abbandono dei rifiuti nelle periferie urbane. Senza un adeguato controllo delle aree degradate e di qualcuno che richiami le persone che portano a spasso i cani senza guinzaglio e museruola o che non raccolgono le deiezioni, i contravventori continueranno ad agire indisturbati».

Maria Antonietta Cossu

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