Litorali urbani, la Regione esclude Bosa
La Planargia non compresa tra le zone dove è consentito il posizionamento di strutture di servizio senza limiti di tempo
BOSA. Non c’è Bosa, al pari di realtà come Platamona e Cannigione in altre aree della Sardegna, nella delibera con la quale l’esecutivo regionale guidato dal presidente Francesco Pigliaru individua i cosiddetti “Litorali Urbani”. All’interno di queste zone è consentito il posizionamento, senza limiti temporali, delle strutture a servizio della balneazione.
La decisione di questa esclusione starebbe nel fatto che Bosa non ha un bacino d’utenza di almeno cinquantamila abitanti in un raggio di quindici chilometri, ovvero non possiede uno dei criteri stabiliti.
Si affaccia dunque un problema non di poco conto per i concessionari le cui strutture si affacciano - fin dagli anni ‘50, pionieri in Sardegna - sulla spiaggia di Bosa Marina. Di questo problema si è occupato il consigliere regionale Augusto Cherchi, che ha chiesto, e ottenuto, dalla quarta commissione permanente della Regione che venga sollecitata alla giunta regionale una modifica alla selettiva delibera che si appresta a diventare operativa.
Delibera approvata il 23 giugno scorso, e dove vengono tracciati quattro criteri che stabiliscono quali località potranno godere o meno della qualifica di “Litorali urbani” e relativi status. Compreso quello numerico, stabilito appunto in un bacino d’utenza «Determinato dalla popolazione anche di più Comuni, con un potenziale di popolazione gravitante superiore a 50.000 abitanti residenti» in un raggio di «15 chilometri attorno al litorale».
In provincia di Oristano ha queste caratteristiche esclusivamente Torregrande, mentre vengono escluse realtà indubbiamente fondamentali per l’apporto turistico di richiamo non solo locale come appunto Bosa, ma anche le spiagge del Sinis e, la zona costiera di San Vero Milisi e Cuglieri o, a sud, quelle di Santa Giusta e Arborea.
La delibera è stata quindi trasmessa alla “Commissione consiliare competente in materia di governo del territorio” per il parere, prima di diventare esecutiva dopo un’ulteriore esame previsto ormai a giorni. Con la IV Commissione permanente “Governo del territorio, ambiente, infrastrutture e mobilità” che si è riunita a Cagliari lo scorso 29 settembre, e che ha registrato la presa di posizione di Augusto Cherchi.
«Questa delibera individua i litorali urbani dove sarà possibile il posizionamento delle strutture a servizio della balneazione senza limiti temporali. La delibera della Giunta ha escluso Bosa, Platamona e Cannigione in quanto non in possesso dei requisiti numerici. Ho espresso il mio dissenso, chiedendo che queste località, contigue a centri abitati caratterizzati da un’alta frequentazione durante tutto l’anno e storicamente conosciuti come borgate marine nate in stretta relazione con il mare, siano qualificati fra in litorali urbani» spiega il consigliere del Partito dei Sardi.
Augusto Cherchi ha richiesto inoltre la modifica dei criteri numerici che di fatto non permettevano a questi centri di avere tale qualifica.
Richiesta accolta dal presidente della Commissione e approvata dalla commissione, ora sul tavolo della giunta regionale.
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