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La Regione non scarica il Santa Maria Bambina

La Regione non scarica il Santa Maria Bambina

ORISTANO. «Avremo massima attenzione per la qualità dell'assistenza finora prestata dal Santa Maria Bambina a pazienti di tutta la Sardegna, pagando per le attività svolte. Occorre studiare un...

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ORISTANO. «Avremo massima attenzione per la qualità dell'assistenza finora prestata dal Santa Maria Bambina a pazienti di tutta la Sardegna, pagando per le attività svolte. Occorre studiare un percorso giuridico-amministrativo che consenta alla struttura di riabilitazione di operare, tenendo conto del reparto della stessa specialità che ha il San Martino». È quanto dichiarato dall’assessore regionale della Sanità, Luigi Arru, in visita ieri pomeriggio al Santa Maria Bambina di Oristano. Insieme ai consiglieri regionali Antonio Solinas, Attilio Dedoni, Gian Mario Tendas, Augusto Cherchi, Gianni Tatti e alla parlamentare Caterina Pes, l’esponente della Giunta Pigliaru si è confrontato con l’arcivescovo Ignazio Sanna e con i vertici della struttura: «Non abbiamo creato noi il doppione con il reparto dell’ospedale di Oristano - ha precisato Arru -, anzi, ci troviamo ad affrontare una pesante eredità, in un periodo storico difficilissimo. Siamo consapevoli di trovarci di fronte ad una assistenza di qualità, ma altrettanto del fatto che dovremmo rispondere alla Corte dei Conti se continuassimo con un sistema in deroga. Non lasceremo nessun lavoratore a terra, qui come in altre situazioni analoghe, e la Asl di Oristano provvederà subito a pagare il pregresso. Il Santa Maria Bambina potrà continuare con i ricoveri, nelle more della definizione di una soluzione giuridico-amministrativa, che dia risposte certe sulle prestazioni che potrà svolgere e sul suo rapporto con il San Martino».

L'Istituto di Riabilitazione Santa Maria Bambina è un presidio extraospedaliero di riabilitazione globale intensiva ed estensiva. Il Santa Maria Bambina, gestito dall’omonima fondazione controllata dalla Curia oristanese, è un istituto all'avanguardio in Italia nella riabilitazione neurologica, motoria e cognitiva, nella riabilitazione respiratoria. Per la riabilitazione cardiologica è in attesa di accreditamento regionale.

Il centro è sorto 50 anni fa a ridosso del santuario della Madonna del Rimedio. Lì si trovava, all’epoca, monsignor Felice Mastino. Il centro comincio con l’occuparsi dei bambini poliomielitici colpiti da gravi disabilità. Nel 200 il Centro di cura e riabilitazione ha ampliato il proprio raggio d’azione a ogni tipo di disabilità, senza alcun limite di età dei pazienti da riabilitare.

«Oggi la vocazione del Centro - si legge nella presentazione del Santa Maria Bambina - è rivolta soprattutto ai pazienti affetti da gravi disabilità attraverso l’assistenza abilitativa e riabilitativa e l’aiuto nel reinserimento sociale».

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