Dalla vita dei nuragici al medioevo
Milis, i risultati della campagna di scavo al sito di Cobulas-Cuccuru de is Zanas
MILIS. I risultati della seconda campagna di scavi nel sito archeologico di Cobulas-Cuccuru de Is Zanas, conclusa a fine agosto e condotta da un’equipe di studenti e di archeologi dell’Università di Sassari e della penisola guidati da Giuseppe Maisola, hanno regalato molte sorprese. I dettagli si conosceranno nella conferenza in programma domani nella Sala Ovest del Palazzo Boyl, alle 19.30. Qualche anticipazione sulle indagini, affidate alla direzione scientifica degli archeologi Giuseppe Maisola e Pier Giorgio Spanu, dell’Università di Sassari, è però già possibile. Gli scavi hanno consentito di riportare alla luce un gran numero di reperti ritenuti di grande importanza per capire come vivevano gli antichi abitanti del sito, la cui presenza è documentata fino all’alto medioevo.
«Abbiamo rinvenuto diversi vaghi di collana in pasta vitrea ben conservati – spiega Giuseppe Maisola, uno dei quali rappresenta una divinità ancora da identificare, forse è il dio Atis, il cui culto era diffuso in età Romana Repubblicana, e una testa negroide, anch’essa in pasta vitrea, in ottimo stato di conservazione».
Gli scavi di Cobulas-Cuccuru de Is Zanas fanno parte di un progetto curato dall’Università di Sassari-Dipartimento di Storia, Scienze dell’Uomo e della Formazione e sono finanziati interamente dal Comune che ha fornito anche l’assistenza logistica al personale che ha operato sul campo.
Il progetto triennale, iniziato nell’estate 2014, ha già fornito una serie di risultati di grande interesse scientifico. Intorno al nuraghe pentalobato si sviluppò un villaggio la cui presenza umana è stata accertata fino all’alto medioevo. Durante le due campagne archeologiche sono stati riportati alla luce reperti del periodo nuragico, del periodo romano repubblicano e imperiale e dell’alto medioevo tra cui una sepoltura a enchytrismos risalente al VI secolo.
Le ricerche hanno consentito di evidenziare anche i vari momenti della vita del villaggio, compreso il periodo di abbandono del sito e della ristrutturazione di alcuni settori dell’abitato, nonché di recuperare una notevole quantità di oggetti metallici e residui di pasti e di macellazione, indicativi delle abitudini e del contesto all’interno del quale vissero le persone che abitarono nell’adiacenza del nuraghe.
Alla conferenza, insieme al direttore degli scavi Giuseppe Maisola, saranno presenti anche Pier Giorgio Spanu e Raimondo Deiola, assessore comunale alla Cultura.
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