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La musica tradizionale? Dimenticata dal Comune

La musica tradizionale? Dimenticata dal Comune

Bosa, niente contributi e spettacoli per l’associazione “Boghes noas a chiterra” Il vice presidente: «Rappresentiamo un patrimonio unico e secolare»

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BOSA. Dopo la ripartizione dei fondi comunali che saranno destinati alle associazioni cittadine non è mancato, come di consueto, il dibattito sulle somme che hanno l’obiettivo di agevolare l’attività di enti musicali e culturali che curano attività di vario tipo e appuntamenti nella città del Temo. Ma l’assenza di un piccolo riconoscimento e soprattutto il fatto di non essere stati inseriti nel cartellone di concerti estivi del Comune, suscita la pubblica reazione dell’associazione Boghes noas a chiterra.

Nella patria del “Mi e La”, che secondo alcuni studiosi sarebbe nato proprio a Bosa, dal 2010 si occupa di promozione della musica legata al canto sardo. Per voce del vice presidente Antonio Masala – presidente del sodalizio è Roberto Murgia – punta il dito, pur senza voler innescare alcuna polemica, contro l’amministrazione cittadina. «Lo scorso anno mi sono presentato al nuovo assessore alla Cultura e turismo informandolo dell’attività del nostro sodalizio e pregandolo di includere Boghes Noas a Chiterra nel cartellone di eventi del Comune. Il motivo è che noi rappresentiamo l’unico gruppo a Bosa che cura specificatamente questo aspetto della musica tradizionale, un pezzo importante della storia musicale della città. Purtroppo dobbiamo registrare di non essere mai stati invitati a partecipare ad alcuna manifestazione e, malgrado il nostro operato e l’aver partecipato ai bandi comunali, di non aver ricevuto alcun contributo che venga incontro alle spese che sosteniamo».

L’associazione Boghes noas a chiterra vive infatti dalle quote e dai fondi raccolti durante le serate. «Abbiamo richieste da tutta l’isola, negli anni scorsi i circoli dei sardi ci hanno coinvolto in diversi concerti, ad esempio a Milano e Torino nel 2014», ricorda Antonio Masala. Quest’ultimo nel suo curriculum musicale vanta l’accompagnamento a cantadores del calibro di Cabitza, Chelo, Falchi, Denanni, Francesco Sechi, Demuro, solo per fare alcuni esempi.

Il vice presidente del sodalizio musicale lancia quindi un appello finale: «Non parlo per polemizzare con l’amministrazione, la nostra associazione chiede però maggiore attenzione, alla luce anche di contributi concessi per manifestazioni non solo culturali, perché l’amministrazione tenga conto del patrimonio musicale del canto a chitarra che proprio a Bosa ha una storica tradizione».

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