Morosi, ma incolpevoli: utenti Abbanoa da tutelare
Bosa, in consiglio comunale unanimità sul documento rivolto al gestore unico «Dobbiamo aiutare chi non è in grado di pagare per cause di forza maggiore»
BOSA. Tutti d’accordo per chiedere ad Abbanoa, in difesa e a garanzia del diritto all’acqua espresso anche in documenti giuridici di valenza internazionale, l’inserimento nella carta dei servizi del gestore unico della disciplina della cosiddetta “morosità incolpevole,” dell’informazione preventiva agli organi amministrativi (sindaco e servizi sociali) di eventuali slacci agli utenti, e soprattutto dell’installazione futura di meccanismi che, nel caso di slaccio, garantiscano comunque un quantitativo “minimo vitale” di cinquanta litri di acqua a persona giornalieri.
Queste le richieste rivolte al gestore unico e approvate all’unanimità dal consiglio comunale di Bosa, nella riunione del cinque ottobre scorso. Argomento, l’ordine del giorno presentato dalle minoranze di Per Bosa e Udc, approdato in aula dopo gli slacci effettuati dal personale di Abbanoa a diverse famiglie di Bosa.
Con il sindaco Luigi Mastino che da poi lettura all’assemblea una proposta di delibera da condividere, considerato che su più punti il pensiero di maggioranza e opposizioni era convergente.
Nodo da sciogliere, però, la necessità di chiarire che le richieste non vanno nella direzione di favorire i morosi consapevoli. «Non può passare il messaggio che chi non vuole pagare può farlo impunemente, a prescindere dalle motivazioni», il pensiero dell’amministrazione. La “morosità incolpevole” invece dovrebbe attenuare la scure dello slaccio su situazioni dove l’utente ha perso improvvisamente il posto di lavoro, o quando la sua attività commerciale o professionale sia cessata, oppure all’interno di una famiglia nella quale la situazione economica a causa di malattie gravi, infortuni o decessi, sia precipitata. Ancora, vengono prese in considerazione situazioni nelle quali il nucleo famigliare ha dovuto affrontare improvvise spese mediche o sanitarie.
Il documento alla fine passa all’unanimità dei presenti. Ad esclusione di un punto su cui invece ogni gruppo o partito si muoverà in piena autonomia, e che riguarda l’istituzione di un fondo da parte della Regione, da destinare al servizio idrico, utile a coprire le somme dovute da cittadini indigenti che non riescono a fare fronte alle spese idriche.
Si tratta di somme che oggi gravano comunque sulle già magre casse degli enti locali, quando a intervenire in aiuto ai cittadini sono i servizi sociali del Comune.
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