La Nuova Sardegna

Oristano

Muggini “di Cabras”, nei mercati ittici prodotti taroccati

di Claudio Zoccheddu
Muggini “di Cabras”, nei mercati ittici prodotti taroccati

Avvertimento del settore commerciale del Consorzio Pontis: la stagione è conclusa, ora il pesce arriva da altre lagune

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CABRAS. Ci sono paesi talmente legati ai loro prodotti da costruirci binomi indissolubili. Capita nella Penisola, il prosciutto di Parma è uno dei tanti esempi, e capita anche in Sardegna con il torrone di Tonara o con il muggine di Cabras, solo per citare due dei prodotti che vengono geolocalizzati all’istante. Il riconoscimento immediato è un’arma a doppio taglio, un punto di forza, ma anche una debolezza. Lo sanno bene i pescatori del Consorzio Pontis che, negli ultimi tempi, sono alle prese con il lato negativo di questo tipo di rapporto: «Abbiamo ricevuto tantissime segnalazioni e ci teniamo a specificare una cosa: in questi giorni è praticamente impossibile trovare muggine di Cabras nelle pescherie di tutta la Sardegna - spiega Antonello Satta, responsabile commerciale del consorzio cabrarese -. Lo dico perché molti clienti ci hanno detto aver acquistato in pescheria muggini cabraresi e di non essere rimasti soddisfatti dalla qualità del pesce».

Tuttavia, nello stagno di Cabras e nei suoi pesci non ci sono problemi: «Infatti - conferma Satta - quello che viene venduto come cabrarese è in realtà pesce importato. Lo dico con sicurezza perché, a meno che non si tratti del mercato di Sant’Antioco o di quello di Cagliari a cui ne abbiamo ceduto piccole quantità, da qualche tempo siamo fermi con le vendite».

La stagione buona per la pesca del muggine è finita e il Consorzio si sta preparando per le produzioni invernali. Dunque, il pesce che viene spacciato come cabrarese è in realtà un “tarocco”: «Lo comprano da Orbetello, dagli allevamenti sull’Adriatico e dalla Spagna - aggiunge ancora il responsabile del Consorzio Pontis -. Lo fanno perché risparmiano. Un chilo di questi muggini costa all’ingrosso circa 2 euro, mentre il prezzo del nostro è più del doppio e si aggira intorno ai 5 euro. Poi lo rivendono a 7 o 8 euro al chilo, spacciandolo per cabrarese e facendo un bel guadagno».

Alla prova del nove, il pesce importato tradisce le aspettative: «Ha sapore di terra, è piccolo, le carne non è buona e ci sono tanti altri dettagli che lasciano insoddisfatti i clienti e che sporcano il nome del nostro prodotto. Ecco perché ci preme avvisare i consumatori: quello che trovate in pescheria in questo periodo non è pesce di Cabras»”. Un problema che, per assurdo, potrebbe interessare anche le rivendite cabraresi: «Non ho fatto una ricognizione nelle pescherie del paese - conclude Satta -, ma non possono escludere che qualcuno importi il muggine dall’Adriatico, dall’estero o dalle altre lagune della Sardegna».

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