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Oristano

Animali casalinghi, votato il regolamento

Animali casalinghi, votato il regolamento

Il consiglio comunale approva la norma. Le associazioni di volontariato critiche su alcuni punti

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BOSA. Il “Regolamento per la tutela, detenzione e conduzione degli animali” è stato approvato, nella seduta di Consiglio celebrata del 5 ottobre con i voti della maggioranza a cui si aggiunge il si di Per Bosa. «Ci riserviamo però di tornare sull’argomento perchè non sono stati accolti alcuni emendamenti», la condizione di Piero Franco Casula. Mentre per l’Udc «la materia è abbondantemente normata, e ci sono cose più importanti e incisive da affrontare” alcune delle motivazioni dell’astensione espresse da Rosalia Acca. Dodici articoli in tutto dello strumento che disciplina le regole comportamentali da tenere nei confronti degli animali, connotato da due aspetti cardine: «il benessere degli animali e il recupero del senso civico che dovrebbe stare alla base di una comunità», spiega la consigliera di maggioranza Silvia Tanda che richiama casi come le deiezioni nelle vie, di cani di proprietà lasciati liberi di vagare senza conduttore, della mancanza di attenzione verso il controllo delle nascite da parte dei proprietari.

«Comportamenti sbagliati su cui è importante che le persone riflettano», afferma l’esponente della maggioranza. La stessa consigliera richiama ad altre azioni dell’amministrazione: «regolari controlli all’interno del canile convenzionato; controlli delle guardie zoofile sui cani vaganti o con conduttore; istituzione di una spiaggia cani; innumerevoli incontri con le gattare», conclude.

Ma se sulla necessità di un regolamento tutti sono d’accordo, sulle modalità di arrivo all’obiettivo e contenuti dello strumento normativo non mancano distinguo. «Non sono state considerate le nostre richieste», sottolinea Elisabetta Ladu, presidente dell’associazione Speranzampetta che da tempo opera sull’empirico terreno di adozioni e lotta al randagismo. Il regolamento viene definito «incompleto e non redatto tenendo conto delle caratteristiche di Bosa e del territorio. Niente che faccia riferimento alla sterilizzazione degli animali da parte dei privati, una delle cause del randagismo; oppure alla nostra continua richiesta che la microchippatura sia mensile. Da tempo inoltre chiediamo un’area dove allestire un ricovero, non ancora individuata. In due anni abbiamo fatto adottare 70 cani, cioè risparmiare al comune 70mila euro di soldi pubblici. Va premiato chi toglie i cani dal canile. Ma se riusciamo a fare prevenzione a monte in canile in cani non ci finiscono, con un cospicuo risparmio per i cittadini», conclude Elisabetta Ladu. Sull’argomento tutela e detenzione di animali insomma a Bosa ci sarà ancora da discutere.(al.fa.)

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