La Nuova Sardegna

Oristano

Case popolari fatiscenti, denuncia da Terridi

di Alessandro Farina
Case popolari fatiscenti, denuncia da Terridi

Bosa, dopo le segnalazioni su Santa Caterina, proteste anche da un altro rione Appello dei residenti a Comune e Area per urgenti lavori di manutenzione

2 MINUTI DI LETTURA





BOSA. Dopo le segnalazioni in arrivo da Santa Caterina, dove gli abitanti attendono con ansia l’inizio di decisivi lavori di ripristino su facciate, terrazzini e poggioli chiusi ormai da mesi all’interno di un recinto di protezione, anche da altre zone di Bosa, è il caso di Terridi, non mancano testimonianze sulle condizioni non proprio ottimali delle case di edilizia pubblica residenziale, e di marciapiede e arredo urbano all’esterno. Come nella parte terminale di via Generale Ibba Piras, non ancora asfaltata e dove erba alta e degrado regnano sovrani di fronte all’appartamento della signora Maria Trudu. «La casa è costellata all’interno di macchie di umidità vicino al pavimento (noi interveniamo con piccole riparazioni e costantemente tinteggiamo) le piastrelle del bagno ed il battiscopa si staccano da sole perché ormai isolate, l’impianto elettrico sarebbe da revisionare. Spese che non posso certamente sostenere con la mia pensione, anche perché con me vive un figlio disoccupato», afferma la pensionata. «Ho più volte segnalato – aggiunge – questa situazione ad Area, proprietaria dell’appartamento, ma mi è stato risposto che non c’erano fondi sufficienti per intervenire». A queste proteste si uniscono le preoccupazioni per il recente allerta per rischio idrogeologico, una apprensione costante per la verità nell’intero rione di Terridi più volte a mollo dopo precipitazioni intense. «Qui ogni volta è già un incubo quando piove normalmente, perché per uscire di casa dobbiamo utilizzare gli stivali di gomma considerato che si allaga tutto, si immagini quando piove forte», rimarca la signora Trudu.

A dare uno sguardo all’area circostante i motivi di dolenza non mancano: il marciapiede attorno alle case è in più punti sconnesso, il manto stradale si interrompe prima di arrivare alla parte terminale della via, e tra una fila di case e l’altra esiste una piccola stradina che si riempie di erba, e non solo.

«Combattiamo con topi, rane e insetti per buona parte dell’anno. Più avanti un pozzetto, non so di cosa e dove qualche anno fa era sprofondato un ragazzino, è ancora coperto da una pedana».

Un pallet per l’esattezza, che demarca il pericolo contornato da erba alta e residuati vari. Situazioni su cui si chiede agli enti competenti, Area per la casa e il comune per l’esterno, di intervenire,l’ennesimo appello questa volta pubblico di Maria Trudu.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative