La Nuova Sardegna

Oristano

Donazione organi, procedure a rilento in diversi comuni

di Maria Antonietta Cossu
Donazione organi, procedure a rilento in diversi comuni

Già due anni fa Abbasanta aveva definito le regole Ma a Samugheo e Ardauli la pratica è rimasta ferma

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ABBASANTA. Una buona intenzione rimasta tale solo sulla carta. Non quella giusta, però, perché a distanza di un anno e sette mesi dal pronunciamento del Consiglio comunale la possibilità di registrare sul documento d’identità l’assenso alla donazione degli organi è rimasta quella che era in origine: un nobile proposito. Da questo punto di vista il comune di Abbasanta è stato un precursore. Nel febbraio del 2014, dietro proposta della giunta Sanna, il consiglio comunale aveva formalizzato l’adesione al progetto Ccm “La donazione degli organi come tratto identitario”. L’iter sulla dichiarazione del consenso (o diniego) dei cittadini all’ espianto di organi e tessuti però si è fermato all’indirizzo politico. La fase successiva contemplava i corsi di formazione del personale degli enti locali tenuti dal Centro di riferimento regionale trapianti e l’acquisizione di un software per la trasmissione dei dati dalle anagrafi dei Comuni al data base del Sit, il sistema informativo trapianti. Una modalità che consente di verificare in tempo reale la disponibilità di organi compatibili con il ricevente e di incrementare il bacino dei soggetti potenzialmente donatori. La procedura però non è stata ancora attivata. Il primo corso per la preparazione dei dipendenti comunali della provincia si è tenuto nel capoluogo più di un anno fa «ma il nostro personale non aveva partecipato per via dei tempi ristretti, il Consiglio si era pronunciato sulla questione poco prima», ha dichiarato il sindaco Stefano Sanna, che sull’iniziativa è deciso ad andare fino in fondo. «Richiama una volontà chiara, è una scelta libera e un atto volontario del cittadino che ha implicazioni importantissime», sottolinea Sanna. «Noi abbiamo dato l’input e su quella base saranno attivate tutte le procedure». Il progetto si è fermato alle pure intenzioni anche a Paulilatino, dove l’atto di indirizzo politico è stato approvato nell’aprile del 2014. Ad oggi l’ufficio anagrafe non è ancora dotato del sistema operativo e il personale non è stato formato. L’iniziativa era stata fortemente voluta e sostenuta dall’ assessore Salvatore Masala, scomparso prematuramente qualche mese fa. Nel frattempo c’è stato il cambio della guardia in amministrazione ma l’orientamento rimane immutato. «Sono stato tra i promotori di quest’iniziativa e intendo mandarla avanti», ha affermato il vicesindaco Serafino Oppo ricordando il ruolo propulsivo nell’ambito della campagna d’ informazione ai Comuni esercitato dalla commissione provinciale Sanità, che ha presieduto fino al commissariamento dell’ente intermedio. La pratica è rimasta in sospeso anche nei Comuni di Ardauli e Samugheo, che hanno aderito rispettivamente nell’agosto del 2014 e a febbraio di quest’anno. A Samugheo l’iter sarà avviato entro l’anno.

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