La Nuova Sardegna

Oristano

Giacinti d’acqua, necessario eliminare la diga di Pischeredda

di Claudio Zoccheddu
Giacinti d’acqua, necessario eliminare la diga di Pischeredda

A Riola Sardo ieri giornata di stop ai lavori a Mar‘e Foghe Il sindaco Ari: «Ora bisogna abbattere lo sbarramento»

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RIOLA SARDO. Pronti, via, alt. I lavori per ripescare il giacinto d’acqua sono iniziati giovedì sera ma sabato mattina erano già in stand-by. «Effettivamente oggi non si è visto nessuno, forse non sono venuti per via dell’allerta meteo», ha detto ieri il sindaco, Domenico Ari. Se fosse vero, sarebbe il colmo. Gli operai non si sarebbero messi al comando delle pale meccaniche utilizzate per mitigare il rischio di un alluvione proprio quando l’allerta per le inondazioni raggiungeva il limite massimo, confermato dalla Protezione civile con un codice rosso esteso anche all’alto Campidano e alla zona di Riola Sardo. Ma da queste parti qualcuno ha deciso di restare a casa invece di produrre il massimo sforzo per accelerare i tempi. Per fortuna l’allerta non si è trasformata in un pericolo reale, diversamente oltre al livello dell’acqua si sarebbe alzato anche quello delle polemiche. La politica locale, tuttavia, tende verso il basso profilo, perlomeno per quello che riguarda l’infestazione dei giacinti d’acqua: «Hanno iniziato a lavorare, lasciamoli fare. Il nostro compito adesso è controllare l’evoluzione dell’intervento», dice ancora il sindaco che, però, ha già in mente una nuova battaglia: «adesso tocca allo sbarramento di Pischeredda, sarà quello il nostro obiettivo». L’idea è maturata sin da quando la fascia tricolore veniva indossata da Ivo Zoncu, di cui Domenico Ari era il giovane vice. Zoncu aveva più volte sottolineato la necessita di abbattere lo sbarramento che separa il rio Mar’e Foghe dallo stagno di Cabras. Adesso c’è anche il conforto della Regione: «Nelle nuove carte che pianificano lo sviluppo urbanistico ragionale non c’è traccia dello sbarramento di Pischeredda», conferma Ari. Nella realtà, però, il canale è ancora tappato all’altezza della foce, anche se non è dato sapere per quanto possa resistere: «Ancora non c’è niente di più di una semplice idea ma credo che la cosa giusta da fare sia convocare un consiglio comunale che si riunisca e voti per chiedere formalmente l’abbattimento dello sbarramento», ha concluso il sindaco. Il rio Mar’e foghe, dunque, è destinato a rimanere sotto controllo ancora per parecchio tempo.

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