Tasi e comodato d’uso, scontro in Consiglio
LACONI. Posizioni ancora una volta contrastanti sulla TASI tra maggioranza e opposizione. «Secondo l'interpretazione data dalla maggioranza e dall'Ufficio tributi sembrerebbe che Laconi sia...
LACONI. Posizioni ancora una volta contrastanti sulla TASI tra maggioranza e opposizione.
«Secondo l'interpretazione data dalla maggioranza e dall'Ufficio tributi sembrerebbe che Laconi sia diventata zona franca per la Tasi, per circa trenta abitazioni concesse dai proprietari in comodato d'uso gratuito a parenti in linea retta entro il primo grado». Questa la dichiarazione di voto della minoranza “Laconi bene comune” contro la decisione della maggioranza consiliare di respingere una mozione presentata dal gruppo il 7 agosto scorso. Una mozione che metteva in evidenza un scelta degli uffici e della giunta ritenuta non ortodossa. La mozione proponeva di integrare il regolamento Tasi in maniera tale da non lasciare dubbi sull'obbligo per tutti i cittadini di pagare il tributo Tasi nei modi e termini dovuti. Secondo i consiglieri di minoranza, infatti, negli anni 2014 e 2015, il Comune non ha riscosso l'imposta Tasi, per la parte di rendita catastale fino a 500 euro non assoggettabile all’IMU, dovuta per le abitazioni concesse dai proprietari in comodato d'uso gratuito ai parenti, per lo più figli. Una negligenza, secondo i consiglieri della minoranza, che ha provocato un danno erariale (che potrebbe essere oggetto di attenzioni anche da parte dei giudici contabili), seppure lieve, alle finanze del Comune, ma che ha creato, sicuramente, una disuguaglianza tra i cittadini.
Per il gruppo che aveva impostato la campagna elettorale proprio sul rispetto della legalità, «questo comportamento – osservano i consiglieri Meloni e Orgiu – è gravemente lesivo del principio di giustizia e le giustificazioni, “non intendiamo aumentare le tasse” e “non è stato recepito dal regolamento Tasi”, addotte dall’amministrazione per avvallare la negligenza circa la mancata iscrizione a ruolo per il pagamento della Tasi sulle abitazione concesse in comodato d’uso a parenti in linea retta entro il primo grado, risulta priva di ogni fondamento oltre suonare offesa alla comune intelligenza dei cittadini».
«Non è, infatti, il Regolamento a stabilire chi deve pagare il tributo ma la legge, che determina chi siano i soggetti che devono e non devono pagare la Tasi».
lvana Fulghesu
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