La Nuova Sardegna

Oristano

Gasolio agricolo, il razionamento spaventa Coldiretti

di Michela Cuccu
Gasolio agricolo, il razionamento spaventa Coldiretti

Allarme per la riduzione delle quantità a prezzi agevolati I costi in più rischiano di paralizzare le aziende agricole

2 MINUTI DI LETTURA





ORISTANO. «Le quantità di gasolio agricolo assegnate dalla Regione alle aziende non sono più sufficienti». Agricoltori e allevatori sono così sul piede di guerra. Da quando le assegnazioni di carburante a prezzo agevolato sono state ridotte drasticamente – in soli due anni la riduzione è stata del 38 per cento – molte aziende rischiano di non poter più far quadrare i bilanci e persino di non poter portare a termine le colture.

È un problema sentito nel mondo delle campagne quello denunciato dalla Coldiretti. Il direttore provinciale, Giuseppe Casu, parla di una situazione che penalizzerebbe l’intero settore produttivo agro zootecnico regionale «incidendo pesantemente sui bilanci e le attività aziendali». Negli uffici di via Cavour, parlano di «situazione molto precaria per moltissime aziende, con un malcontento ormai palpabile». Che il gasolio agricolo sia fondamentale nelle campagne è un dato di fatto. Il carburante serve per molteplici attività, dal funzionamento delle macchine agricole fino all’alimentazione dei generatori, che, in alcune zone, sono l’unica fonte energetica per far funzionare le pompe per l’aspirazione dell’acqua, dei reflui del bestiame, le mungitrici e tanti altri macchinari.

Fino all’anno scorso la riduzione delle quantità di gasolio a prezzo agevolato con un risparmio fra i 20 e 30 centesimi per litro, era del 15 per cento per ogni azienda. Ora, si è saliti al 38 per cento. «Una mazzata – spiega la Coldiretti – se si considera che le quantità di gasolio a tariffa agevolata vengono assegnate in base ai piani culturali e calcolate sulla base di tabelle ormai superate, dove, ad esempio, per molte colture non è prevista la meccanizzazione. Addirittura, nel caso del mais, le tabelle sono talmente superate che non prevedono alcune fasi colturali».

Di fronte a una riduzione consistente, i costi di produzione sono saliti alle stelle, con il rischio per alcune aziende di non poter portare a termine le coltivazioni. La Coldiretti fa appello alla Regione con una richiesta precisa: «Ridefinire le attribuzioni del carburante, rivisitando i parametri regionali stabiliti per i diversi tipi di lavorazione, in maniera da ristabilire condizioni di equilibrio».

Attualmente, come spiega il direttore di Coldiretti, Giuseppe Casu, «Per molte colture le quantità di gasolio agricolo assegnate alle singole aziende non sono sufficienti neppure per le lavorazioni ordinarie. Si tratta di una penalizzazione ingiusta». Insomma, un problema serissimo che, come sottolineano i responsabili dell’organizzazione, rischia inevitabilmente di incidere sull’intera economia dell’Oristanese, dove agricoltura e zootecnia rappresentano il settore fondamentale.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative