Il parere di Renzo, lo scettico
Siamaggiore, lo chef dell’omonimo locale parla delle sue perplessità sulle guide
SIAMAGGIORE. Renzo Corona è un vero personaggio della ristorazione sarda. Prima di tutto per la qualità dei suoi piatti che, al di là delle classifiche redatte dalle varie guide, lo collocano sempre e comunque nelle primissime posizione della graduatoria di gradimento non scritta degli amanti del buon mangiare. Ma anche la schiettezza a volte vicina al brutale fa di Renzo un personaggio. E nella schiettezza, chiamato a commentare il piazzamento del suo ristorante nella graduatoria della Guida L’Espresso, non usa toni diplomatici: «La guida? Perché, cosa hanno scritto?». Hanno scritto che il suo ristorante è tra i migliori sedici della Sardegna. «Guardi, ho lavorato con persone che avrebbero meritato tanto e hanno sempre preso punteggi bassi. Ne ho visto altre che lavoravano male e hanno avuto riconoscimenti. Certo, sono contento di questo riconoscimento, ma non ci faccio troppo caso». Corona spiega il perché di questa sua posizione: «Il mangiare, in certe classifiche, diventa un fatto secondario. Ci sono tanti parametri di cui si tiene conto: il tovagliato, i bicchieri, una crta dei vini esagerata. Io mi considero un oste e ai miei clienti offro cose semplici: pesce fresco, cucina mediterranea. Conta questo per me».
Negli anni il suo ristorante è cresciuto, si è ampliato, diventando una locanda con tanto di piscina e posti letto, oltre a una imponente spazio per ricevimenti. Renzo non ha però perso di vista la sua vocazione: servire al cliente piatti genuini e gustosi. La qualifica di chef stellato non lo attira: «Chi ha puntato in alto - dice Renzo Corona - è entrato spesso in un meccanismo dal quale è stato costretto a scappare. E gli esempi, anche nella ristorazione sarda, non mancano. Si entra in un vortice dal quale è difficile uscire. E i danni, alla fine, si pagano».
Una guida come quella de L’Espresso è uno strumento di consultazione per tantissime persone in Italia e nel mondo. Renzo Corona, però, si tiene stretta la sua cerchia di affezionati: «Io vivo grazie ai miei clienti, che conoscono bene e sanno cosa posso offrire loro. Lavoro in questo settore da trent’anni. Sono vecchio, ma resisto ancora. Anche se mi seu u’ pagu arrosciu».
@Petretto
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