Lavori all’ingresso nord: i tempi si allungano
La riqualificazione del collegamento alla 131 è ferma dall’inizio dell’estate Abbanoa deve spostare i tubi dell’acquedotto. Slittano le date della riapertura
ORISTANO. Il cartello di cantiere sistemato dalla Provincia sotto il cavalcavia del Rimedio indica ancora il mese di aprile del 2016 come data ultima per la fine dei lavori di riqualificazione del tratto della Statale 292 che collega Oristano alla Carlo Felice. Ormai però è certo che la scadenza non sarà rispettata. Il cantiere del nuovo Ingresso Nord di Oristano è praticamente fermo dall'inizio dell'estate e la speranza che potesse ripartire in queste prime settimane di autunno è svanita due giorni fa, quando Abbanoa ha fatto sapere alla Provincia di non essere ancora pronta a intervenire per spostare i tubi dell'acquedotto di Oristano che impediscono di concludere i lavori in corso nel tratto tra Massama e la Statale 131. «Eppure un mese fa avevano assicurato che nell'arco di tre giorni ci avrebbero trasmesso la bozza della convenzione preliminare all'avvio dell'intervento da parte loro», spiegano delusi in Provincia, dove comunque sono pronti, Abbanoa permettendo, a eseguire direttamente i lavori necessari.
Intanto lo scenario che si presenta allo sguardo di chi si avventura oltre i cartelli di divieto di accesso è a dir poco desolante. A pochi passi dal cimitero di Massama lo scavo e il rustico del contestatissimo sottopassaggio pedonale sono in condizioni di completo abbandono da molti mesi e anche la sicurezza di chi comunque deve percorrere quel tratto di strada per raggiungere il cimitero stesso o le aziende agricole e le case di campagna che si affacciano sulla Statale lascia molto a desiderare.
Stesso discorso sulla provinciale per Zeddiani, dove i lavori della rotatoria prevista dal progetto sono anche quelli praticamente fermi e il traffico è deviato oramai da parecchie settimane su una sorta di tratturo delimitato da reti di cantiere color arancione tenute su da minacciose verghe di tondino di ferro piantate nel terreno.
E a giudicare dal numero degli operai e dei mezzi al lavoro (ieri pomeriggio nessuno, qualche giorno fa solo un solitario rullo compressore) l'associazione temporanea di imprese che si è aggiudicata i lavori non sembra avere alcuna fretta di concluderli.
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