La Nuova Sardegna

Oristano

Il ministro: «Prefettura, nulla è deciso»

di Enrico Carta
Il ministro: «Prefettura, nulla è deciso»

Il responsabile dell’Interno Angelino Alfano spiega che al momento esiste solo una bozza di quelle a rischio chiusura

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ORISTANO. Chiude, non chiude. Chiude, non chiude. I petali della margherita stavolta li sfoglia il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ma è come se si fosse fermato a metà del fiore e mancassero altri petali per arrivare all’esito. La sua risposta sulla chiusura di ventitré prefetture, tra cui quella di Oristano, lascia se non altro intendere che nulla vi è di deciso, anche se non tutto il mondo politico mostra fiducia verso le parole del ministro.

A sentirle dal vivo, le sue frasi lasciano capire che ancora nulla c’è di deciso e l’impressione è che tra la parte politica, ovvero il governo, e la parte più strettamente burocratica, ovvero i funzionari del ministero, ci sia qualche punto di disaccordo su come arrivare al medesimo taglio delle spese. Chiudere le ventitré prefetture farebbe risparmiare circa sei milioni, per qualcuno quei soldi è meglio se vengono sottratti all’amministrazione centrale, tagliando qualche divisione del ministero stesso oppure individuando degli sprechi nelle altre prefetture e salvando quelle oggi a rischio.

A Roma, l’incontro con Angelino Alfano e la sua collega Marianna Madia, ministro per la Riforma della pubblica amministrazione, si è aperto e si è chiuso con le rassicurazioni del primo che ha chiarito alla delegazione di parlamentari che la lista con le ventitré prefetture già condannate a morte è prematura. Probabilmente è solo una bozza, uno schema che non è assolutamente definitivo. A guidare la delegazione di parlamentari è stata la deputata oristanese del Pd, Caterina Pes: «I due esponenti del Governo hanno mostrato grande attenzione alle nostre esigenze e a quelle dei territori, affermando di voler proseguire l’interlocuzione avviata per trovare una soluzione condivisa. È molto significativo che questa volontà di ascolto e dialogo venga espressa in forma congiunta per i due ministeri implicati direttamente dall’eventualità dei tagli. Per il momento accogliamo con favore la notizia che non sia stato stilato alcun elenco ufficiale.

Durante l’incontro si è parlato dei disagi che comporterebbe la chiusura della prefettura per Oristano ed è stata ribadita la necessità che lo Stato non arretri in un campo così importante come la sicurezza. Eppure le parole del ministro e dei parlamentari presenti all’incontro a Roma non convincono tutti. Lo scetticismo sull’esito di questo tavolo di confronto pervade le considerazione del parlamentare Mauro Pili (Unidos) e del consigliere regionale dei Riformatori, Attilio Dedoni. Il primo ha parlato di incontro farsa; il secondo accusa la giunta Pigliaru di non aver dato seguito al mandato avuto per avviare il confronto serrato con il governo. Insomma, chiude o non chiude? Comunque la pensino le parti politiche, la decisione non appare a questo punto imminente. Bisognerà perciò capire se si tratti di una fase di transizione o se effettivamente ci sono gli spazi per una modifica delle prime intenzioni del governo. Lo vorrebbero sapere anche i dipendenti degli uffici della prefettura e della questura, dove la stessa Caterina Pes sarà presente questa mattina alle 11 su invito della Uil Polizia proprio per chiarire meglio i contorni dell’incontro romano e regalare anche qualche impressione personale che va al di là dei comunicati ufficiali.

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