La Nuova Sardegna

Oristano

Tagli in Provincia, prepensionamenti in bilancio dal 2017

di Michela Cuccu
Tagli in Provincia, prepensionamenti in bilancio dal 2017

Dai 240 dipendenti attuali si dovrebbe scendere a 190 Il costo del personale pari alla metà delle risorse disponibili

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ORISTANO. Cinquanta prepensionamenti da qui al 2017. È il piano al quale stanno lavorando il commissario straordinario della Provincia, Massimo Torrente che, assieme ai dirigenti di settore sono impegnati ad un massiccio programma di economie. Tutto è legato al drastico taglio dei trasferimenti finanziari all’Ente in fase di soppressione. Il calo delle risorse, iniziato in realtà nel 2013 ma che dal prossimo anno sarà ancora più pesante, ha imposto una serie di strategie per consentire all’ente, che, seppur destinato a scomparire continua a dover gestire una serie notevole di incombenze. «Manutenzione della rete stradale, degli edifici scolastici di nostra proprietà, sono solo due esempi di quanti compiti continuano ad essere a nostro carico – spiega il Commissario – ovvio che da qualche parte le risorse per coprire i costi li dobbiamo reperire, cosa non facile quando si ha un bilancio ridotto all’osso». Quello del personale, le cui spese assorbono oltre il 50 per cento delle risorse disponibili, è dunque un problema serio. Sono circa 240 i dipendenti dell’Ente, che potrebbero scendere a 190, se il piano sarà attuato. Esodi che riguarderebbero, come spiega ancora Massimo Torrente, quei lavoratori che rientrano nei parametri per così dire pre Fornero e per i quali, l’andata in pensione non dovrebbe incontrare ostacoli insuperabili. «Per fortuna qui non ci sono le situazioni difficili di altre ex Province che devono affrontare il grosso problema delle società partecipate – dice ancora il Commissario – ottenute dalla Regione le risorse per il pagamento degli stipendi dei lavoratori della Spo, che svolgono un ruolo importantissimo come appunto, la manutenzione degli edifici scolastici, ora abbiano la questione dei nostri organici».

Se il piano dei prepensionamenti dovesse passare, quindi, in meno di due anni, i costi per il personale si ridurranno di un quarto, che non è poco. Massimo Torrente non nasconde le enormi difficoltà nel far quadrare un bilancio sempre più povero. «Uno dei problemi che rischiamo di non poter affrontare è quello della stipula dei contratti pluriennali, come quello per l’energia elettrica – dice – il nostro, ad esempio, scadrà il 31 dicembre. Fino ad allora siamo per così dire “tranquilli” ma dal primo gennaio prossimo non sappiamo ancora cosa accadrà se non interverrà il legislatore».

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