La denuncia: l’oasi felina di Su Pallosu come discarica
SAN VERO MILIS. «Devo trasferirmi, vi lascio il mio gatto», ma anche «A Torregrande ci sono dei gattini abbandonati: andate a recuperarli». Il tono delle telefonate è sempre lo stesso «Prendetevi il...
SAN VERO MILIS. «Devo trasferirmi, vi lascio il mio gatto», ma anche «A Torregrande ci sono dei gattini abbandonati: andate a recuperarli». Il tono delle telefonate è sempre lo stesso «Prendetevi il gatto», sottointeso «dato che ne avete tanti, uno in più che disturbo vi dà». C’è però chi direttamente abbandona il micio nel giardino della colonia. «Ma questa non è una discarica di gatti: non possiamo continuare di questo passo», dicono i responsabili della colonia felina. Il loro sfogo, Irina Albu e Andrea Atzori, titolari della colonia felina sicuramente più conosciuta d’Italia (è anche uno dei “Luoghi del cuore” del Fai), lo hanno affidato ai social e ai giornali. «Quotidianamente riceviamo richieste, anche da fuori Sardegna, da persone che vogliono scaricare da noi il loro gatto. Ma non possiamo permettercelo», raccontano i due “gattari”. Spiegano che quella di Su Pallosu «Non è un gattile pubblico, tantomeno una discarica». Già, discarica di gatti, appunto. «Anche quest’anno ci hanno lasciato venti gatti – spiegano – dieci, che erano in condizioni di salute terribilmente precarie, sono morti. Alcuni siamo riusciti a farli adottare da persone di buona volontà. Gli altri però, sono rimasti qua. Toccherà a noi doverli accudire, nutrire e curare. Tutto a nostre spese dato che qua non riceviamo alcun genere di finanziamento pubblico». L’oasi felina di Su Pallosu è una bella realtà di amore verso gli animali. I gatti, sulla costa di San Vero Milis, ci sono da più di cento anni. Prima facevano parte delle “famiglie” dei pescatori, poi i pescatori hanno smesso di abitare i capanni sulla spiaggia, ma i gatti sono rimasti. Anzi, negli anni, ne sono arrivati di nuovi «abbandonati, malgrado la legge punisca questo reato. Per dissuadere questa pratica, abbiamo dovuto piazzare delle telecamere e qualcuno è stato denunciato», raccontano ancora i responsabili della colonia. Alla base di tutto ci sono due problemi di sempre «Il primo, è l’ assenza di una cultura della sterilizzazione degli animali, che solo così eviterebbe il randagismo. Inoltre, con questo sistema, scaricano su noi volontari responsabilità che non abbiamo»,
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google