Bosa, chiusura uffici Csl: polemiche in Comune
L’ex sindaco Casula ricorda che da sei anni si parla di chiudere gli attuali locali «Il rischio è di pagare due volte, per sistemare sia i vecchi che i nuovi»
BOSA. Ieri il primo giorno di chiusura per gli uffici del Csl, con gli utenti locali costretti a raggiungere ora la sede di Cuglieri per risolvere eventuali pratiche all’ufficio del lavoro.
Uno stop temporaneo, causa lavori in corso per approntare la nuova sede al piano superiore dell’edificio di viale Giovanni XXIII, che fa ovviamente discutere in riva al Temo.
«Apprendiamo con forte disappunto che, nonostante si sapesse da tempo che gli uffici dovevano essere trasferiti, nulla sia stato fatto per trovare una soluzione alternativa. Già pensata e proposta». attacca l’ex sindaco Piero Franco Casula.
«Dall’ufficio del Csl di Bosa non sarà spostato un mobile a Cuglieri. Si tratta di attendere i tempi di trasloco e l’intervento di adeguamento al piano superiore della palazzina, che stimiamo in un paio di settimane», replica il sindaco Luigi Mastino.
«Quella è per noi una sede provvisoria: la definitiva va individuata nei locali ex Iniasa di via Azuni».
Una linea non condivisa dal gruppo Per Bosa. «Non addossate alla precedente amministrazione questa responsabilità», visto che sarebbe un argomento di vecchia data, almeno sei anni fa secondo la ricostruzione di Piero Franco Casula.
«A partire dal 2009 abbiamo attivato contatti con gli assessori regionali e provinciali per ottenere il riconoscimento del Csl di Bosa come sede autonoma e per trasferire gli uffici dalle vecchie scuole dei Viali ai locali dell'ex Iniasa», ricorda l’ex sindaco.
L’allora amministrazione propose prima come sede una parte del piano terra della ex scuola media numero 2 «Ma l'assessore regionale Manca optò per l'ex Iniasa. Il Comune avrebbe dovuto fare i lavori. Mi auguro quindi che la Regione dia finalmente il nulla osta perché la sede del Csl venga ospitata nei locali dell’ex Iniasa, e l’ufficio di Bosa diventi magari finalmente sede autonoma dell’Ufficio del Lavoro, considerati i 2500 utenti iscritti».
Non è escluso però che un doppio onere possa pesare sulle casse dei residenti bosani. Il Comune deve intervenire con fondi propri per le spese di sistemazione del Csl al primo piano nello stabile di viale Giovanni XXIII, e forse anche su quelle nell’ex Iniasa, visto che per sbloccare la situazione il sindaco Luigi Mastino ha avanzato la proposta di un intervento dell’ente locale per adattare gli ambienti nella più centrale struttura all’angolo tra le vie Azuni e Lamarmora di proprietà della Regione.
Alessandro Farina
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