Arrivo dei migranti tra perplessità, pietà e chi vede il profitto
Cuglieri, 24 persone sono ospitate in un agriturismo Il sindaco contrario all’utilizzo di strutture pubbliche
CUGLIERI. Degli oltre seicento migranti, giunti lunedì scorso a Cagliari a bordo della nave norvegese Siem Pilot, che li aveva recuperati nel Mediterraneo qualche giorno fa, una sessantina sono stati distribuiti nella provincia di Oristano tra Zerfaliu, Norbello, Cabras e, per la prima volta, in un agriturismo di Santa Caterina di Pittinuri. I migranti ospitati nella borgata marina cuglieritana sono 24, due nuclei familiari (uno con un bambino di otto mesi, l’altro con un ragazzo di 13 anni) e 18 giovani tra i 18 e i 25 anni: tra essi non ci sarebbe alcun siriano.
I migranti sono arrivati nel pomeriggio di lunedì e non si sa quanto tempo rimarranno. Adesso, come stabiliscono le norme, si dovrà procedere alla loro identificazione per appurare se possono avvalersi dello status di rifugiati oppure, nel caso si trattasse di migranti economici, potrebbero essere espulsi.
Appena diffusa la notizia del loro arrivo nel paese sono partiti i commenti dei cittadini, divisi tra chi è favorevole all’accoglienza e chi, invece, ha paura che la loro presenza crei problemi di ordine pubblico nel territorio. Su tutti, però, prevalgono i sentimenti di umana pietà verso chi scappa dalla guerra e sfida il mare per cercare un futuro migliore. Dall’inizio dell’anno in Sardegna sono sbarcati oltre 7mila migranti: un numero che, vista la frequenza degli arrivi, sembra destinato a crescere ancora. Attualmente sono 2680 i migranti che si trovano ancora nell’Isola. Per Cuglieri, come pure per Zerfaliu, l’arrivo dei migranti è una novità assoluta. «Sono stato avvertito ieri in tarda mattinata dal prefetto vicario – ha detto il sindaco Andrea Loche –, e ne ho preso atto. I migranti sono ospitati in una struttura privata, pertanto, come amministrazione, non possiamo interferire in alcun modo circa la decisione adottata dalla Prefettura. Per quanto riguarda l’utilizzo delle strutture pubbliche presenti nel nostro comune, invece, più volte ho espresso la mia contrarietà al loro impiego per quella finalità». A storcere il naso e a puntare il dito contro i titolari delle strutture che danno la loro disponibilità a ospitare i migranti, però, sono molti. Le perplessità della gente, più che altro dovute alla paura alimentata da qualche esponente politico che li ritiene un pericolo latente per i territori che li accolgono, non trovano alcuna giustificazione da parte degli albergatori. In tempi di crisi come quelli attuali, e con i costi che i titolari delle strutture ricettive devono sostenere per le manutenzioni e per pagare le imposte allo Stato, i 35 euro al giorno, che diventano 45 per un minorenne accompagnato, rappresentano un’occasione che non si può perdere.
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