La Nuova Sardegna

Oristano

Caos traffico: la rotatoria la fa il privato

di Michela Cuccu ; di Michela Cuccu
Caos traffico: la rotatoria la fa il privato

Tecnicamente si tratta di “sistemazione di area verde”, ma è un intervento sulla viabilità congestionata della zona

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ORISTANO. Era diventata una sorta di fortezza inespugnabile, mancava solo il cartello con la dicitura esplicita «oh voi che entrate: ricordatevi che potreste non uscire». È stata una rotonda, costruite da un privato, a risolvere il problema. Ora, l’area commerciale a ridosso dell’ingresso della zona industriale, è diventata accessibile. Fra le altre cose, si è notevolmente alleggerito il traffico veicolare fra la città e Santa Giusta. Agli automobilisti che ogni giorno percorrono l’ingresso sud, non è certo passata inosservata, soprattutto per i tempi di realizzazione (da record rispetto a quelli più consueti delle opere pubbliche) della rotatoria che regola il traffico all’inizio di via Cagliari.

Val la pena di raccontarla la storia di questa opera pubblica interamente finanziata da un imprenditore che, per non rischiar di vedere le sue attività chiudere e di licenziare almeno 14 dipendenti, ha superato la burocrazia e, soprattutto, l’ostacolo più insuperabile: i bilanci, sempre più magri, degli enti pubblici. Eros Tocco è di Terralba, ma a Oristano lavora da sempre. Suo padre, quasi 35 anni fa, aveva realizzato proprio in quella zona una concessionaria di automobili. Il figlio ha voluto sviluppare l’azienda, realizzando un distributore di carburante con bar e ristorante, nello stile delle aree di sosta che sorgono agli ingressi delle grandi città. Attività sorte in una lottizzazione di 40mila metri quadri dove, nel frattempo, è sorto anche un discount, mentre altre attività stanno per nascere. Il problema è sorto quando ci si è accorti che la viabilità in quel punto, nevralgico per la città e attraversato quotidianamente da migliaia di veicoli, stava per implodere.

«Questa è una zona di confine», spiega Tocco «Da una parte ci sono le strade del Consorzio industriale, dall’altra quelle dei Comuni di Oristano e Santa Giusta».

Il problema è che ad ogni ente, corrisponde un piano del traffico diverso, che ha creato una situazione al limite del paradosso. Eros Tocco racconta che il distributore di carburante ha rischiato mille volte di non potersi rifornire. «Perché le autobotti potevano entrare, ma non uscire». Ha chiesto l’intervento del Consorzio industriale e del Comune di Oristano. «Erano tutti d’accordo e disponibili: ci vuole una rotatoria. Solo che non c’erano le risorse finanziarie. Così ho pagato io la realizzazione di quella che tecnicamente è una “sistemazione di area verde” che ha risolto il problema».

Adesso il traffico è più fluido e sicuro, non si sa fino a quando. Secondo la delibera del Comune di Oristano, infatti, si tratta di una “soluzione provvisoria”.

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