Si riavvia il dibattito sull’ambiente
Fronte comune contro le trivelle, si parla ora di Zps e di Sic
BOSA. Tornano d’attualità le questioni ambientali e di tutela del territorio nella città del Temo. Oltre all’avvio di una nuova battaglia contro prospezioni marine a suon di cannoneggiamento sonoro con la tecnica dell’air-gun, e possibili ulteriori trivellazioni, al largo della costa centro occidentale dell’isola, nei giorni scorsi il consiglio comunale ha dibattuto ancora una volta di Siti di interesse comunitario e delle Zone di protezione speciale previste nell’ampio territorio che fa capo al comune rivierasco e tocca il territorio di altri centri vicini. All’ordine del giorno della seduta di Consiglio Comunale del 14 ottobre infatti compariva al primo punto l’approvazione del progetto di gestione della Zps “Costa ed entroterra di Bosa, Suni e Montresta” e l’aggiornamento del piano di gestione del Sic “Valle del Temo” che coinvolge i comuni di Bosa e Suni. Strumenti di tutela per le specie endemiche che abitano aree ancora incontaminate sui versanti del Marrargiu a Sud e della valle del Temo a Est. Come «Piani che, adeguatamente utilizzati, aprono a nuove prospettive sul territorio» rimarca il sindaco Luigi Mastino. Aspetto condiviso anche dai banchi della minoranza, che però chiede di rinviare l’argomento. Dalla maggioranza emerge però l’esigenza di procedere ad un’altra fase del lungo percorso di Sic e Zps, anche se il sindaco apre ad ulteriori incontri pubblici nelle prossime settimane, arrivando quindi alla votazione. Che ottiene il sì di Bosa Cominciamo il domani e l’astensione di Per Bosa e Udc. Su un argomento che, sfibrante iter procedurale a parte, in città suscita sempre più di una perplessità. Da decenni infatti buona parte del territorio di Bosa è coperto da una serie di vincoli che per molti ne hanno minato, insieme a ritardi strutturali, il possibile sviluppo turistico. Malgrado poi il fronte di difesa ambientale si allarghi quando si affacciano all’orizzonte progetti o programmi (l’ultima è la battaglia No Trivelle) senza ricadute economiche concrete in loco. Sul patrimonio storico (Castello, Sa Costa, Sas Conzas, Torre Aragonese di Bosa Marina) e su quello ambientale (Area fluviale, Marrargiu ed entroterra unica zona di nidificazione in Italia del Grifone), senza contare il ricco ventaglio di tradizioni si giocano però indubbiamente carte importanti sul futuro turistico di Bosa. Traino per l’intero, sofferente territorio. Mentre cresce l’impatto mediatico nazionale e internazionale della città del Temo. Volente o nolente quindi di ambiente si continuerà a discutere nei prossimi mesi, e forse anni, da queste parti. Contando su un territorio, che in altre zone dell’isola è stato intaccato dalla cementificazione e dalla speculazione, di alta valenza su più fronti. Magari finalmente da valorizzare positivamente come reale attrattore di flussi di visitatori qualificati.
Alessandro Farina
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