La Nuova Sardegna

Oristano

Stipendi, gli insegnanti precari battono il ministero

di Enrico Carta
Stipendi, gli insegnanti precari battono il ministero

In nove ottengono un risarcimento da 400mila euro: illegittimo non retribuire i mesi di luglio e agosto

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ORISTANO. Nove insegnanti precari battono il ministero dell’Istruzione. La vittoria arriva in due manche di fronte al giudice della sezione Lavoro del tribunale che con una sentenza pilota stabilisce che chi annualmente veniva assunto aveva diritto a percepire dodici mensilità di stipendio e non le dieci che invece erano state riconosciute dal ministero la cui azione era diventata prassi, evidentemente non legale. La storia di questi ultimi anni del resto è piena di casi simili: arriva settembre, con la prima campanella di scuola, e contemporaneamente scattano le assunzioni per gli insegnanti dell’infinito elenco dei precari. Questi restano in servizio sino a giugno, poi vanno a casa in attesa di una nuova chiamata senza più ricevere stipendio per i restanti due mesi dell’anno. C’è chi, questo sistema l’ha conosciuto anche per vent’anni consecutivi e ha dovuto far di necessità virtù sino a qualche giorno fa quando il giudice del Lavoro, Salvatore Carboni, ha sancito, senza attendere il pronunciamento sulla materia della Corte Costituzionale, che il ministero fosse in torto.

Il risarcimento totale di 400mila euro è ben più che un corollario alla sentenza: la cifra, da ripartire in modo non uguale tra i nove ricorrenti ma per ciascuno a seconda del periodo di servizio in cui è stata praticata questa modalità di contratto di lavoro, comprende il pagamento di tutte le mensilità di luglio e agosto che non erano mai state riconosciute. Nel 2011, stanchi di questo trattamento, gli insegnanti avevano infatti fatto causa attraverso la Cisl Scuola, tutelati dall’avvocato Matteo Tola. L’anno dopo il giudice Maddalena Della Casa aveva pronunciato una prima sentenza parziale in favore degli insegnanti precari.

Allora era stato affidato l’incarico a un consulente tecnico chiamato a stabilire le differenze retributive, comprendendo ovviamente tutti gli stipendi non pagati: il totale è arrivato a circa 400mila euro che dovranno essere versati entro 120 giorni, perché la sentenza è già esecutiva anche se il ministero dovesse fare appello entro i trenta giorni previsti.

Secondo i due giudici che si sono occupati del caso, non è illegittima l’assunzione per dieci mesi, ma qualora questa venga reiterata di anno in anno, il contratto di lavoro non può più essere quello di un precario. Deve invece essere trasformato in un contratto a tempo determinato, con tutti gli effetti che questo comporta ovvero il pagamento degli stipendi mai retribuiti, l’innalzamento della tredicesima mensilità e ovviamente un nuovo calcolo degli aspetti contributivi validi per la pensione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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