Il papa scrive a mons. Sanna: apprezzamento per il sinodo
ORISTANO. È giunto anche sul tavolo di papa Francesco il lavoro prodotto da due anni di assemblee sinodali nella chiesa di Oristano, concluso in cattedrale 15 giorni fa. «Il Santo Padre auspica che...
ORISTANO. È giunto anche sul tavolo di papa Francesco il lavoro prodotto da due anni di assemblee sinodali nella chiesa di Oristano, concluso in cattedrale 15 giorni fa. «Il Santo Padre auspica che il provvido evento – ha scritto il Segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin, all'arcivescovo Ignazio Sanna – favorisca ogni parrocchia a scoprire che Dio vive in mezzo al suo popolo e fa delle comunità la sua vera casa ove si vive la fraternità, la solidarietà, l'accoglienza aperta agli ultimi e il perdono».
Il sesto sinodo diocesano ( il primo fu convocato da monsignor Pietro Vico il 20 aprile 1649) sul tema “Parrocchia tra le gente” si è messo da subito sulla lunghezza d'onda indicata dal Pontefice per rinnovare e cambiare l'aria nelle Chiese locali. «Per un vero rinnovamento – ha scritto l'arcivescovo nel settimanale “l'Arborense" – è necessario anche trasformare la parrocchia stessa in una vera comunità mediante la promozione della ministerialità e corresponsabilità di tutti gli operatori pastorali, facendo leva sull'esercizio comune della vocazione battesimale».
Con questo sinodo monsignor Sanna attua gran parte del programma pastorale fatto intravedere il 25 giugno del 2006 al momento dell'ingresso in diocesi: scoprire e valorizzare la collaborazione dei laici. «Voglio ricordare – ha detto di recente il presule oristanese – che il primo vero rinnovamento della parrocchia consiste nel passaggio dalla responsabilità di un solo soggetto, il parroco, alla corresponsabilità dell'intera comunità». L'arcivescovo, in pratica, ha aperto il cantiere di un processo di conversione missionaria. L'obiettivo di monsignor Ignazio Sanna è «rendere la nostra chiesa diocesana fontana di villaggio, cui tutti possono attingere l'acqua che dà vita, l'ospedale da campo in cui si curano le ferite, l'arca dell'alleanza in cui si stringono patti di collaborazione tra presbiteri e fedeli laici».
Il messaggio papale rafforza la rivoluzione avviata dal presule oristanese, resa più difficile dalla carenza di sacerdoti, dal secolarismo che vuota le chiese, dall'indifferenza religiosa, dalla fuga postcresima dei giovani. Papa Francesco nel messaggio all'arcivescovo esprime «vivo compiacimento per il lavoro sinodale svolto e invoca la forza dello Spirito Santo perché conceda a codesta chiesa locale la grazia di realizzare con generoso impegno le disposizioni sinodali in vista anche di una rinnovata opera di evangelizzazione e di feconda vitalità spirituale».
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