La Nuova Sardegna

Oristano

IL CASO

Bollette all’indirizzo sbagliato. Abbanoa: mai stati avvisati

di Claudio Zoccheddu
Bollette all’indirizzo sbagliato. Abbanoa: mai stati avvisati

Il disguido delle bollette dell’acqua di un’abitazione di Donigala Fenughedu, inviate per anni a un indirizzo di Siurgus Donigala, viene descritto in maniera diametralmente opposta dai responsabili dell’ente

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ORISTANO. «Correggere un errore altrui? Ci abbiamo provato e non ci siamo riusciti ma la colpa è anche dell’utente che non ha fatto nulla per aiutarci a risolvere il problema». Il disguido delle bollette dell’acqua di un’abitazione di Donigala Fenughedu, inviate per anni a un indirizzo di Siurgus Donigala, viene descritto in maniera diametralmente opposta dai responsabili di Abbanoa. L’errore, ma questo era chiaro sin dall’inizio, c’è stato ed è stato piuttosto grave. Tuttavia, le responsabilità non sarebbero dell’attuale gestore unico delle acque sarde.

A fare confusione tra Siurgus e Fenughedu sarebbero stati gli addetti dell’Esaf che poi hanno passato la pratica in mano ai successori di Abbanoa che, non avendo ricevuto segnalazioni o lamentele, hanno continuato a inviare le bollette nel paese sbagliato senza nemmeno sapere di essere finiti in un equivoco che è culminato con la chiusura dell’acqua a un’intera famiglia. Da ieri, però, le cose hanno iniziato a muoversi a velocità vertiginosa rispetto al passato.

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Dopo un controllo, effettuato incrociando anche i dati degli archivi dell’Esaf custoditi nei vecchi locali della diga di Isili, ieri sera si è scoperto che le bollette non pagate sarebbero 31 per un totale di circa 5mila euro. Un conto che Abbanoa si sarebbe dovuta preoccupare di incassare nel più breve tempo possibile, salvo imprevisti che si sono puntualmente materializzati tra l’utente e la società quando sono incorsi evidenti problemi di comunicazione. Da Samugheo – dove la famiglia si è trasferita dopo anni vissuti a Donigala Fenughedu – dicono di aver segnalato il disguido più e più volte.

Abbanoa, invece, afferma l’esatto contrario: «Non abbiamo mai ricevuto una sola lamentela formale da parte dell’utente, come potevamo venire a conoscenza dell’errore?», dicono i responsabili della società. «Non solo, lo stesso utente non ci ha segnalato nulla nemmeno durante il censimento del 2012, quando ha addirittura firmato una pratica a suo nome che riportava l’indirizzo di Siurgus». Inoltre, proprio nel 2005, che dovrebbe essere la data da cui è iniziato tutto, risulterebbero ad Abbanoa due bollette pagate per la nuova utenza di Samugheo. Il problema, quindi, si complica. Oltre al caso di omonimia che sembrava essere la chiave di volta della questione, i responsabili delle acque della Sardegna tirano invece in ballo l’utente e alcune distrazioni che avrebbero portato a un gigantesco equivoco e a una protesta che, secondo Abbanoa, non avrebbe motivo di esistere.

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