La Nuova Sardegna

Oristano

Lungo i litorali del Sinis arriva il Grande Fratello

di Claudio Zoccheddu
Lungo i litorali del Sinis arriva il Grande Fratello

Cabras, nuovo sistema di telecamere controllerà buona parte dell’Area Marina A tutela della privacy i video registrati saranno cancellati dopo 24 ore

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CABRAS. Una costa controllata da tanti occhi elettronici. D’inverno e, soprattutto, d’estate. Il primo punto di osservazione è stato allestito due anni fa a San Giovanni di Sinis ma il grande fratello di Cabras è pronto ad aprire nuovi occhi, sempre sulle spiagge e sempre nel nome della difesa dell’ambiente. Stando alle ultime comunicazioni, entro la fine dell’anno lo sguardo delle telecamere toccherà Turr’e Seu, Is Aruttas, Mari Ermi, Mal di Ventre e, addirittura, il paradiso ambientale del Catalano. Ed è proprio l’altare dell’ambientalismo che sopporterà il sacrificio della privacy a cui tutti i bagnanti aspirano quando si gettano in mare in mutande. Un dettaglio che potrebbe infastidire chi frequenta le spiagge. Soprattutto se il sistema di videosorveglianza sarà come quello del progetto “Perla”, un apparato di controllo e trasmissione di immagini delle condizioni marine che, dal 2013, può essere attivato (ed è stato attivato più volte) da uno stanzino della sede dell’Area marina protetta di Corso Italia, a Cabras, con un semplice click. Nel terminale, una volta acceso, arrivano immagini dettagliatissime al punto che è possibile zoomare anche i dettagli più insignificanti di un costume da bagno a centinaia di metri di distanza. Ovviamente, lo scopo dell’iniziativa rimane la tutela dell’ambiente. Oltre a “Perla” c’è anche “Resmar”, un progetto che sfrutta raffiche di fotografie ad alta definizione scattate da un fotocamera che immortala le variazioni della linea di costa. E chi, su quella costa, ci passeggia. Magari in topless, magari con in braccio il figlio appena nato, magari durante un effusione o una posa non elegante. Ma le immagini, poi, che fine fanno? La risposta potrebbe congelare il sangue anche dei più appassionati cultori della tintarella. Video e foto verranno trasmessi in wi-fi alle centrale di registrazione dove, come detto, per accedervi “live” è sufficiente accendere un monitor. Sempre che il ponte “senza fili” non venga hackerato da qualche smanettone. Escludendo intromissioni da pirata informatico, sapere che un tuffo o una sessione di tintarella possa essere scrutata e registrata da misteriosi addetti alla tutela dell’ambiente potrebbe costare caro al nome del Sinis. Certo, c’è un regolamento comunale approvato due anni fa che dovrebbe regolare la questione e c’è anche la parola di chi dice che si tratta solo di un controllo a fini ambientali. I video, inoltre, dovrebbero essere cancellati ogni 24 ore. Tutto a posto, quindi, ma solo fino a una prova contraria che potrebbe arrivare da una delle sei super telecamere che dalla fine dell’anno controlleranno l’ambiente del Sinis.

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