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Oristano

Pesca dei ricci, calendario corto

Pesca dei ricci, calendario corto

Il primo novembre si apre la stagione, ma nel Sinis si ridurrà il periodo di raccolta

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CABRAS. I primi erano stati pescatori di ricci dell’oristanese, pronti a collaborare con la Regione per partecipare alla stesura del decreto che regolamenterà la raccolta dei gustosi echinodermi dal guscio spinoso. Ieri, è stata la volta dall’amministrazione comunale che, per bocca del sindaco, ha annunciato la difficoltà di conciliare la difesa dell’ambiente con lo sviluppo dell’economia. Se i pescatori avevano provato a tendere la mano, Cristiano Carrus sembra pronto a cogliere l’occasione e ad alzare la posta. La pesca del riccio inizierà il primo giorno di novembre e l’Area marina del Sinis attendeva la pubblicazione del decreto per stilare a sua volta un calendario di raccolta alternativo, con regole e norme adatte alle acqua protette e approvate del Ministero dell’Ambiente. Un calendario che potrebbe riservare qualche novità indigesta per i pescatori: «I periodi di pesca devono essere regolati in funzione della disponibilità della risorsa – ha attaccato Carrus –, non può succedere diversamente se si vuole garantire la sostenibilità dell'attività. Le soluzioni adottate dalle altre Aree marine della Sardegna sono diverse, ma passano sempre attraverso dispositivi che limitano o riducono il prelievo». Una drastica riduzione della pesca anche nell’Amp del Sinis, dunque, è una prospettiva credibile: «Nell'Area marina di Capo Carbonara, a Villasimius, la pesca del riccio è vietata – continua Carrus –, in quella di Tavolara possono pescare solo i residenti nei 3 comuni in cui ricade l’Amp, circa 16 pescatori professionali marittimi e 3 subacquei, che possono prelevare quotidianamente 500 ricci. Nell'Area marina di Capo Caccia, ad Alghero, possono richiedere l'autorizzazione solo i residenti, in tutto 18 pescatori ma mediamente vengono rilasciate 8 autorizzazioni. Gli autorizzati possono pescare al massimo 20 giornate nell'arco della stagione». A Cabras, la musica è diversa: «Nella nostra Area marina lo scorso anno sono state rilasciate 54 autorizzazioni, che permettevano di pescare mille ricci al giorno dal 15 dicembre al 12 aprile. Non servono grandi modelli matematici per capire che lo sforzo sia più elevato. Ridurre il periodo di pesca è quindi necessario per consentire a un elevato numero di pescatori di poter prelevare giornalmente un quantitativo di ricci adeguato». Alle porte, insomma, sembra presentarsi una drastica riduzione del calendario di pesca. Un toccasana per l’ambiente e per la conservazione della risorsa ma anche una scintilla che potrebbe accendere la protesta di chi, con i ricci di mare, arrotonda il bilancio della famiglia.

Claudio Zoccheddu

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