Aga Khan generoso, assegno per il Murats
Il principe Karim ha fatto una consistente donazione al museo. Il capo degli Ismailiti lo aveva visitato un mese fa. Tante idee sull’uso dei fondi
SAMUGHEO. L’importo è top secret. Persino il numero degli zeri comparsi sull’assegno intestato al Comune è ignoto. Quel che è certo è che la donazione fatta dall’Aga Khan un mese dopo la visita al Murats, in occasione della Mostra regionale dell’artigianato, è molto cospicua. Tanto consistente è la cifra quanto inatteso è stato il presente, annunciato dall’entourage del principe. La circostanza è rimasta segreto sino all’inaugurazione della mostra sui tappeti afghani allestita al Murats.
[[atex:gelocal:la-nuova-sardegna:oristano:cronaca:1.12305973:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.lanuovasardegna.it/oristano/cronaca/2015/10/21/news/rivoluzione-a-samugheo-i-tappeti-sardi-saranno-intrecciati-dalle-stampanti-3d-1.12305973]]
Il sindaco Antonello Demelas aveva svelato il lato filantropico dell’ Aga Khan annunciando che quel denaro sarebbe stato investito nell’implementazione dell’offerta culturale del Museo unico regionale dell’arte tessile. Un centro espositivo d’eccellenza e un laboratorio d’ idee che aveva meritato gli elogi del principe, fine intenditore dell’artigianato sardo. Qualche tempo dopo i commenti entusiastici su Tessingiu si sono tradotti nella manifestazione concreta dell’ interesse del fondatore della Costa Smeralda. Già in quella circostanza il principe aveva mostrato di apprezzare la produzione locale con alcuni ordini di manufatti tessili, ma a un’elargizione in danaro no, non pensava nessuno.
«Non ce l’aspettavamo – dice il direttore del Murats Baingio Cuccu –. Non è consuetudine che un privato faccia una donazione ed è un segnale in controtendenza rispetto alla politica dei tagli alla cultura. Per noi è la dimostrazione tangibile del valore del lavoro svolto e che ha portato a una crescita del Murats, passato da 900 a 4000 visitatori all’anno». La donazione offre l’opportunità d’investire ancora sull’attività museale. Sulla destinazione dei quattrini la direzione ha già alcune idee che dovranno essere condivise dalla giunta locale. Una delle proposte è la creazione di una collezione di manufatti tessili dedicata all’ Aga Khan. Se l’idea dovesse tradursi in progetto significherebbe una grossa commessa perli artigiani samughesi.
C’è un obiettivo, però, che può già dirsi raggiunto, ed è quello di realizzare il primo catalogo del Murats, che potrebbe vedere la luce all’inizio del 2016. Tra qualche settimana si aprirà il set al museo, dove saranno fotografati e schedati 650 pezzi. All’ampio campionario appartengono la produzione contemporanea di Annod’Arte e la collezione classica della mostra permanente, formata da manufatti che vanno dalla metà del Settecento fino al 1950. L’opera sarà pubblicata dalla Rizzoli e sarà distribuita sul territorio nazionale sia attraverso le librerie che sul sito web della casa editrice collegato ai circuiti internazionali del commercio on line. «Questo offrirà la possibilità di diffondere la collezione e le produzioni artigianali samughesi su scala internazionale» sottolinea Baingio Cuccu.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
