La Nuova Sardegna

Oristano

Contro lo spreco a tavola va di moda la doggy bag

di Michela Cuccu
Contro lo spreco a tavola va di moda la doggy bag

Il “sacchetto degli avanzi” non è più solo il cibo non consumato destinato al cane Il riutilizzo delle pietanze avanzate sta prendendo piede con fatica anche in città

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ORISTANO. «La doggy bag? Qui, l’hanno sempre chiesta. Anzi no, non la vogliono proprio». Sarà che le abitudini di una città di provincia sono difficili da modificare, sarà che Oristano appunto, non è Washington e non c’è una first lady di nome Michelle Obama che del portarsi a casa gli avanzi del pranzo in ristorante ha fatto una bandiera anti-spreco, vera e propria moda positiva da copiare, ma qui, di gente che esce da un locale con il “pacchettino” se ne vede ancora poca. Però ce n’è e a quanto pare, sono sempre di più. Segno della crisi e della necessità di non buttare via nulla? Forse, anche e non solo.

La conferma di quanto l’atteggiamento rispetto al riutilizzo del cibo avanzato da un pasto consumato fuori casa sia una questione piuttosto individuale, arriva proprio dai ristoratori. Un rapido sondaggio fatto ieri mattina, dimostra infatti come gli oristanesi assumano, in questo specifico caso, un atteggiamento molto lontano dalle mode ma più legato alle esigenze.

Se si va a cena fuori per poi proseguire la serata in compagnia, infatti, difficilmente si esce dal ristorante col pacchettino degli avanzi. «Sì è vero, è difficilissimo che ci chiedano di portar via quel che è rimasto - spiegano da Craf, ristorante del centro storico – quasi sempre la nostra clientela non torna subito a casa e dunque, troverebbero scomodo andare a passeggio con “la bustina” sotto braccio». Eppure a poca distanza, sempre nel centro storico, le abitudini, di clientela e ristoratori, cambiano. «Noi il “pacchettino” lo diamo sempre – dicono infatti “Da Salvatore” – e non sempre si tratta di avanzi destinati al cane o al gatto di casa, spesso, quando ad esempio restano sul piatto pietanze magari appena assaggiate, buttarle, sarebbe un peccato. In questo caso siamo noi stessi a proporre al cliente di portar via e in genere, la risposta è positiva». Anche da “Cocco & Dessì” si esce con la “doggy bag “ ma anche, spiegano «Con una vaschetta da finir di mangiare a casa». Se però il cliente arriva solo per la pausa e riprendere subito il lavoro, gli avanzi restano in ristorante. «Da noi è difficile che ci chiedano di portar via ciò che non sono riusciti a mangiare – spiegano al “Due Colonne” però è capitato che qualcuno si sia preso anche un frutto da mangiare a merenda in ufficio e noi, certo, non lo neghiamo». E poi c’è il fattore “timidezza”. Al ristorante “Da Gino”, raccontano «Avviene molto raramente che ci chiedano di portar via gli avanzi. Se capita, si tratta di clienti che con noi hanno molta confidenza, altrimenti, lasciano tutto sul tavolo e vanno via».

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