Vaccini soltanto ad Ales, proteste da 32 Comuni
Nel distretto sanitario è l’unico centro per le prestazioni antinfluenzali Interrogazione dei consiglieri regionali Udc Tatti, Rubiu, Oppi e Pinna
ALES. Mentre Laconi si appresta all’inaugurazione della Casa della Salute, per tutti i 32 comuni che fanno capo al Distretto sanitario Ales-Terralba, compreso Laconi, l’unico centro di riferimento per le vaccinazioni antinfluenzali è la sede di Ales. Nel distretto, infatti, l’unica struttura dotata del frigorifero adeguato al mantenimento della catena del freddo è proprio quella di Ales. I cittadini protestano ed è partita anche una raccolta di firme, il timore è che anziani e invalidi, la fascia più debole della popolazione, per evitare il disagio dello spostamento scelgano di rinunciare alla vaccinazione con tutti i rischi che una tale ipotesi comporta. La protesta per chiedere l’apertura di altri centri, ha trovato sponda nei consiglieri regionali Udc Tatti, Rubiu, Oppi e Pinna i quali hanno presentato una Interpellanza al presidente della Regione e all’assessore alla Sanità. Mettono in evidenza che «Il distretto di Ales-Terralba comprende in totale 32 comuni, pari al 27% circa della popolazione totale della Provincia di Oristano; che il territorio è caratterizzato da fenomeni di invecchiamento della popolazione (con una crescente incidenza di anziani soli o in coppia senza figli), da un costante aumento del dato sulla disoccupazione e da una storica carenza di infrastrutture e dei servizi di trasporto pubblico». Gli interpellanti chiedono di sapere quali azioni intendano intraprendere per favorire l’accreditamento di ulteriori centri vaccinali al fine di assicurare un’adeguata copertura del programma di vaccinazione, garantendo così pari opportunità nell’accesso all’attività di prevenzione da parte di tutti i cittadini residenti nel Distretto Ales – Terralba».
Anche il primo cittadino di Laconi, Anna Paola Zaccheddu, a metà ottobre ha inviato una lettera al Commissario straordinario della Asl di Oristano e all’Assessore regionale alla Sanità. «La mia preoccupazione e quella dei miei concittadini – scrive Zaccheddu – è che si tratti di una graduale ma costante azione di smantellamento dei servizi presenti nei piccoli comuni delle zone interne, giustificata con la necessità di risparmio sulle spese; istituzioni ed enti continuano a tagliare incuranti delle esigenze e proteste dei cittadini». Il vero risparmio della spesa sanitaria si avrebbe, invece, proprio dalla maggiore copertura vaccinale delle categorie più a rischio che porterebbe anche a ridurre i ricoveri ospedalieri.
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