La Nuova Sardegna

Oristano

Villaurbana, condannato il ladro che picchiò un’anziana durante il furto

di Enrico Carta
Un carabiniere in un'immagine d'archivio
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Un carabiniere in un'immagine d'archivio

Incastrato dal dna negli abiti che indossava. Pena di due anni e otto mesi e uno di libertà vigilata

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VILLAURBANA. Voleva agguantare i pochi risparmi che l’anziana teneva in casa. Ma il rientro improvviso della donna mandò all’aria i piani trasformando il ladro in rapinatore mancato e consentendo ai carabinieri di individuarlo pochi minuti dopo la sua fuga. Rapidissimo nella fuga, ma altrettanto rapida è stata la giustizia che nel giro di pochi mesi ha chiuso il processo a carico di Massimo Pireddu, muratore di sessant’anni, condannato ieri, martedì 3, a due anni e otto mesi e alla successiva sanzione accessoria di un anno di libertà vigilata.

La mattina del 15 maggio scorso aveva approfittato dell’assenza di Erminia Lochi da casa. L’anziana era uscita per fare la spesa, ma era tornata prima del solito e questo le aveva consentito di scoprire il ladro che si copriva il volto e indossava una tuta da ginnastica. L’incontro però non fu pacifico, perché il ladro le gettò sopra una coperta e poi la colpì usando anche un portacenere.

Le urla attirarono l’attenzione di un pescivendolo che aveva appuntamento proprio con l’anziana per quella mattina. L’ingresso del terzo incomodo sulla scena del furto che si andava trasformando in rapina, servì per allertare le forze dell’ordine. Il pescivendolo fu a sua volta minacciato, prese qualche botta ma costrinse il ladro a darsela a gambe. Pochi istanti dopo, i carabinieri arrivarono a casa di Massimo Pireddu. Lo trovarono alquanto trafelato e successivamente scoprirono che aveva gettato la tuta usata per travestimento in un cespuglio. Quegli indumenti poi esaminati avevano le tracce del dna del ladro.

Scattò l’arresto che ha portato al processo celebrato con il rito abbreviato, dopo che i tentativi di arrivare a un accordo per il patteggiamento tra il pubblico ministero Marco Ulzega e l’avvocato difensore Gloria Demontis non erano andati a buon fine. La pubblica accusa ha chiesto la condanna a quattro anni e sei mesi, ridotta dal giudice che ha anche accolto la revoca degli arresti domiciliari. Massimo Pireddu dovrà pagare inoltre duemila euro di provvisionale alla pensionata che si è costituita parte civile assistita dall’avvocato Maria Giovanna Pisanu. Il resto del danno verrà accertato nella causa civile.

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