Bonarcado, dopo i crolli prime verifiche a scuola
Solo dopo la certificazione di agibilità dei vigili del fuoco i locali torneranno idonei Gli alunni provvisoriamente ospitati in altre strutture: nessuno farà il pendolare
BONARCADO. Sopralluogo tecnico ieri mattina dei vigili del fuoco di Oristano, insieme al sindaco Mario Sassu, al dirigente scolastico Giuseppe Scarpa, al responsabile della sicurezza dell’Istituto comprensivo di Santu Lussurgiu, da cui dipende la scuola bonarcadese, e al titolare di un’impresa edile. Obiettivo, verificare se dopo la caduta di un pezzo di intonaco e calcinaci dal soffitto dell’andito, rimaneva la situazione di pericolo per gli alunni e per gli operatori scolastici. Da un primo esame sembrerebbe che la struttura non presenti situazioni di rischio, ma la prudenza in questi casi è d’obbligo. E fino a quando non saranno effettuate le prove di staticità, la scuola rimarrà chiusa. «Stiamo provvedendo a verificare l’entità dei danni – ha detto il sindaco Mario Sassu – nei prossimi giorni i tecnici effettueranno le prove di staticità e di carico del solaio ma fino a quando non ci diranno che non ci sono pericoli, la scuola rimarrà chiusa». Nessun disagio per i bambini che, molto probabilmente, non saranno costretti a fare i pendolari verso altri paesi per continuare le lezioni. Nel paese, subito dopo la diffusione della notizia che la scuola è temporaneamente inagibile, tutti si sono dati da fare per individuare soluzioni alternative allo spostamento in altra sede degli alunni e del personale. Il parroco, don Isidoro Meloni, ha subito dato la disponibilità dei locali della parrocchia (tre aule), altre due sono state messe a disposizione dalle suore, che in paese gestiscono la scuola dell’infanzia. «Un bell’esempio di solidarietà e di disponibilità da parte di tutta la comunità bonarcadese – ha detto Scarpa – adesso valutiamo tutte le soluzioni possibili, poi decideremo. In ogni caso, con molta probabilità, nessuno sarà costretto a viaggiare». Il comune ha già contattato un ingegnere specializzato, al quale sarà affidato il compito di effettuare i calcoli sulla staticità dell’edificio che, è bene ricordarlo, è stato realizzato oltre trent’anni fa, originariamente su un solo piano; il secondo è stato aggiunto negli anni settanta. Il tecnico incaricato, dopo le verifiche, dovrà redigere la certificazione sullo stato della struttura. «Una cosa è certa – hanno detto Sassu e Scarpa – senza la certificazione attestante la sicurezza della scuola, bambini e personale non torneranno». Se le perizie stabiliranno che la scuola è agibile, per ripristinare i pezzi di intonaco crollati ci vorrà non meno di un mese. Se i tecnici rileveranno problemi strutturali, i tempi si allungheranno di molto, e allo stato attuale, nessuno è in grado di quantificarli.
Piero Marongiu
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
