Scuola chiusa, i ragazzi restano in paese
Bonarcado, dopo il crollo dell’intonaco alle primarie trovata una soluzione per evitare il pendolarismo
BONARCADO. Dalle prime verifiche effettuate ieri mattina dai vigili del fuoco di Oristano, insieme al sindaco Mario Sassu, al dirigente scolastico Giuseppe Scarpa e al Responsabile per la sicurezza del plesso bonarcadese dopo il crollo di alcuni pezzi di intonaco e calcinacci dal soffitto, sembrerebbe che i danni siano meno gravi del previsto. Tuttavia, prima di far rientrare gli alunni e il personale docente e non docente nella scuola, è necessario attendere ulteriori e più approfondite analisi sulla staticità del solaio e sulla struttura dell’edificio in generale.
L’ordinanza di chiusura della scuola firmata da Mario Sassu giovedì scorso, che prevedeva il rientro degli studenti domani, non sarà ritirata. Anzi, i tempi per la riapertura sono destinati a dilatarsi e forse un mese non sarà sufficiente a completare i lavori di ripristino degli intonaci caduti. Pericolo di pendolarismo scongiurato per i giovani alunni, sessanta della Primaria e 45 della Secondaria, che continueranno a frequentare le lezioni a Bonarcado. Le aule necessarie sono state messe a disposizione dal parroco don Isidoro Meloni e dalle suore che gestiscono la scuola dell’infanzia. Cinque aule in tutto, sufficienti però a fronteggiare l’emergenza in attesa che si risolva il problema e gli alunni possano rientrare nella loro scuola senza correre il pericolo di essere colpiti da qualche pezzo di intonaco. Il ricordo dell’ultima tragedia, costata la vita a uno studente 17enne di un liceo torinese, è ancora vivo nella mente di tutti. «Le scuole devono essere un luogo in cui i ragazzi devono stare al sicuro, non rischiare la loro incolumità», avevano detto Loredana Pippia e Franco Pinna, del Consiglio di Istituto. Ma il loro desiderio, purtroppo, si scontra con l’esiguità dei finanziamenti per l’edilizia scolastica.
Piero Marongiu
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