Tendas rilancia il piano per l’Area Vasta
Incontri tra il capoluogo e i cinque paesi dell’Unione dei Comuni Fenici in vista della riforma degli enti locali
ORISTANO. Capoluogo immobile di fronte ai servizi che fuggono? «Gli altri parlano, noi agiamo», replica Guido Tendas finito sotto l’assedio dei consiglieri regionali del centrodestra che avevano disegnato Oristano come la vittima dell’effetto a tenaglia che rischia di stritolare la città e la provincia tra le due estremità – Cagliari e Sassari – che si stringono. Così, mentre infuria la battaglia per la questione delle aree metropolitane, il discorso che riguarda il resto dell’isola sta passando quasi in secondo piano. Intanto la riforma degli enti locali va avanti e l’ultima novità è l’affacciarsi della possibilità che anche la Asl perda la propria sede.
Il tanto criticato silenzio del sindaco viene finalmente rotto, ma la filosofia del primo cittadino di fronte a riforme o cambi di ordinamento politici decisi in altre sedi e in altri palazzi resta sempre la stessa: «Il Comune non ha competenze su quanto oggi sta decidendo la Regione e, piuttosto che fare battaglie inutili, è il caso di iniziare a ragionare sugli spazi e i vantaggi che la riforma Erriu offre alle zone e ai Comuni come i nostri. Non mi interessa come si chiamano gli enti che verranno creati, mi interessa muoversi negli spazi che la riforma offre».
E allora, già nelle scorse settimane il sindaco ha avviato alcuni incontri con i sindaci dell’Unione dei Comuni Fenici per rilanciare la prima idea sul tavolo, quella del riconoscimento dell’Area Vasta che abbia Oristano come guida. «La premialità per l’Area Metropolitana di cui usufruirà Cagliari, non esclude i nostri territori. Noi ora dobbiamo prendere la situazione in mano e presentare un progetto di sviluppo credibile. La riforma prevede la suddivisione in quattro macro aree territoriali, tra cui quella che ricalca i confini della Provincia che, ricordo, è stata abolita proprio grazie all’intervento di qualcuno di coloro che ora attaccano il Comune».
La soluzione quindi è quella di allargare gli orizzonti e di creare una struttura sovracomunale che abbia obiettivi chiari e miri all’unità del territorio. «Il problema che ha l’Oristanese – prosegue Guido Tendas – è che manca la capacità di presentarsi come un fronte unitario. Abbiamo delle peculiarità da far valere come l’agricoltura e i beni culturali, per cui visto che la Regione vuole puntare sul decentramento amministrativo, rilanciamo la proposta di ottenere la sede dell’assessorato regionale all’Agricoltura nel nostro territorio».
Un’alleanza tra Oristano, Santa Giusta, Cabras, Villaurbana, Riola Sardo e Palmas Arborea significherebbe riunire 55mila persone.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
