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Oristano

Lungomare di Putzu Idu, il Tar ripristina gli usi civici

di Claudio Zoccheddu
Lungomare di Putzu Idu, il Tar ripristina gli usi civici

San Vero Milis, sconfessata la decisione presa dalla precedente amministrazione comunale I nuovi e i vecchi chioschi rischiano adesso di perdere tutte le autorizzazioni urbanistiche

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SAN VERO MILIS. La storia è infinita. Il futuro delle attività sul lungomare di Putzu Idu è nuovamente a rischio. Il Tribunale amministrativo regionale ha accolto li ricorso di chi si era opposto al trasferimento degli usi civici che gravavano sulla zona dello stesso lungomare e ha condannato il Comune al ripristino delle condizioni precedenti all’operazione e al pagamento delle spese legali, quantificate in circa quindicimila euro.

I fatti risalgono ai tempi in cui il primo cittadino era Flavia Adelia Murru che aveva deciso di chiudere il lungomare e sistemare le nuove attività in quella che sarebbe dovuta diventare una “passeggiata” alle spalle della spiaggia delle saline. Sul lungomare, però, non si sarebbe potuto aggiungere nulla perché si trattava di un’area urbanistica classificata come “uso civico” e quindi fruibile al massimo come pascolo o come terreno da semina. Insomma, non avrebbe dovuto ospitare attività commerciali. Ecco perché un’identica superficie ad uso civico venne trasferita nella periferia di San Vero Milis, mentre il lungomare ritornò a essere la terra promessa dei gestori dei chioschi.

Prima di essere messa in pratica, l’idea fu proposta all’agenzia regionale Argea che ne modificò qualche aspetto, ma che la accolse nella sostanza. Nonostante il nullaosta regionale, la manovra dell’amministrazione comunale non convinse alcuni cittadini e generò il ricorso che è stato accolto dal Tar e che sembra destinato a generare nuovi e imprevedibili scenari nella geografia turistica sanverese. La sentenza, ovviamente, ha riportato a galla i problemi del passato. Problemi che, nonostante adesso il sindaco sia Luigi Tedeschi non sono stati ancora risolti.

«Prima di prendere una posizione ufficiale attenderemo la pubblicazione delle motivazioni che hanno portato il Tar a emanare una sentenza di questo tipo – dice il èrimo cittadino –, ma se dovesse trattarsi di argomenti sostanziali, saremmo costretti a trovare una via d’uscita a una situazione decisamente complicata».

Se la decisione del Tar dovesse prescindere da sviste o errori formali del procedimento e riferirsi invece a carenze sostanziali e individuare illegittimità nella procedura allora adottata, le cose potrebbero precipitare. Anche la legittimità dei nuovi chioschi appena installati e di quelli vecchi ancora in piedi ritornerebbe in discussione. «Ora possiamo solo dire che l’amministrazione che ci ha preceduto ha messo in ginocchio l’economia di un intero paese – conclude Luigi Tedeschi – e ora tutti inizieranno a valutare gli effetti di alcune scelte che noi, quando eravamo in minoranza, avevamo criticato fondo».

L’incertezza non ha mai abbandonato un Comune in cui respirare l’aria rilassante delle vacanze non va di moda da tempo.

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