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Servizio civile con 8 giovani, verso il recupero dell’identità

PAULILATINO. Un anno vissuto alle dipendenze del Comune e al servizio della collettività. Nei prossimi dodici mesi gli otto volontari del servizio civile nazionale collaboreranno alle attività dei...

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PAULILATINO. Un anno vissuto alle dipendenze del Comune e al servizio della collettività. Nei prossimi dodici mesi gli otto volontari del servizio civile nazionale collaboreranno alle attività dei settori sociale e culturale dell’ente, che hanno curato i due progetti approvati dal ministero.

Ai quattro ragazzi inseriti nel percorso denominato “C’era una volta Paulle: storie del passato per ricostruire il futuro”, sarà demandato il compito di promuovere azioni e iniziative finalizzate alla divulgazione e all’utilizzo della variante locale della lingua sarda, a rischio di estinzione soprattutto tra le nuove generazioni.

Il resto del gruppo si occuperà della biblioteca e del riordino dell’archivio con l’obiettivo di massimizzarne la fruibilità. Il piano di lavoro prevede l’attivazione di laboratori di lettura, la presentazione di libri appena pubblicati, il perfezionamento della sezione del sito web istituzionale dedicato alla biblioteca e l’ organizzazione di corsi di alfabetizzazione per adulti.

I volontari impegnati nel progetto sul recupero e sulla diffusione del vernacolo paulese, invece, dovranno curare e gestire un corso per l’apprendimento delle forme scritta e orale, collaborare all’organizzazione del concorso letterario di prosa Pabariu e proporre iniziative ed eventi finalizzati alla promozione del sardo.

L’uso dell’idioma locale avrà un secondo fine non meno importante: veicolare la conoscenza del patrimonio culturale ed etnografico di Paulilatino. A questo serviranno attività come la consultazione di fonti orali e scritte per una ricerca sulle tradizioni e sugli antichi mestieri, l’istituzione di un percorso storico-archeologico tra le emergenze del territorio, le interviste agli anziani del paese che ne costituiscono la memoria storica, e agli emigrati. Quindi, la creazione, dopo una capillare ricerca, di una rete dei circoli sardi a cui appartengono gli emigrati paulesi.

Per i volontari quella cominciata nei giorni scorsi sarà un’esperienza proficua sotto l’aspetto formativo e umano. Un percorso di maturazione e crescita professionale che implica dei risvolti positivi anche per l’ente locale, cui premono tanto l’efficienza dei servizi quanto gli obiettivi di rivalutare la cultura locale e di favorire tra le nuove leve il recupero delle proprie radici.(mac)

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