La Nuova Sardegna

Oristano

LA SINGOLARE STRATEGIA DEL SINDACO

di ROBERTO PETRETTO

di ROBERTO PETRETTO Circola una battuta, in municipio: il sindaco è diventato una sorta di Pubblico registro automobilistico, impegnato ad assegnare targhe. Guido Tendas, a cui tutti (in primo luogo...

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di ROBERTO PETRETTO

Circola una battuta, in municipio: il sindaco è diventato una sorta di Pubblico registro automobilistico, impegnato ad assegnare targhe. Guido Tendas, a cui tutti (in primo luogo l’opposizione) riconoscono l’onestà intellettuale e la convinzione di agire per il bene della città, sembra essere uomo impermeabile alle critiche e di certo non se ne avrà a male. D’altronde, a chi gli ha suggerito, in questi anni, una maggiore attenzione verso quella parte di città che lo invitava a modificare condotte, comportamenti e scelte, ha risposto con la certezza di chi ha estrema fiducia nella propria condotta. Oristano e la sua provincia attraversano un periodo storico in cui le scelte di oggi disegneranno l’aspetto di questo territorio per molti anni a venire. Scelte che, in larga parte, non vengono prese qui. Le chiamano razionalizzazioni, ma nel giro di pochi anni potrebbero rappresentare piuttosto una desertificazione. L’elenco dei tagli, alcuni certi, altri solo ipotizzati, è lungo e articolato: Prefettura, comandi provinciali delle varie forze dell’ordine, tribunale, Azienda sanitaria locale, Camera di commercio. La Banca d’Italia ha chiuso da tempo, così come in molti piccoli centri hanno chiuso da tempo scuole, banche, uffici postali. Una fuga che sembra inarrestabile. Nel frattempo la politica sarda discute la riforma regionale degli enti locali, con la battaglia tra Cagliari e Sassari sulla Città metropolitana. Questo, a grandi linee, il quadro generale. Il sindaco della città capoluogo, in tutto questo turbinìo di scelte e accadimenti, si è distinto per: 1) alcune prese di posizione a difesa della Prefettura, quasi un anno dopo i primi segnali di chiusura; 2) una candidatura per ospitare a Oristano la sede dell’assessorato regionale all’Agricoltura; 3) un intervento di protesta per la possibile chiusura del tribunale; 4) incontri con i Comuni dell’Unione dei Fenici. Questo quanto si è saputo pubblicamente. Nei giorni scorsi, rispondendo alle domande di Enrico Carta, il sindaco Tendas si è difeso dalle accuse di immobilismo: «Il Comune non ha competenze su quanto oggi sta decidendo la Regione e, piuttosto che fare battaglie inutili, è il caso di iniziare a ragionare sugli spazi e i vantaggi che la riforma Erriu offre alle zone e ai Comuni come i nostri». Il tempo dirà se ha ragione Tendas a non combattere “battaglie inutili” o se hanno ragione tanti suoi colleghi che rivendicano spazi, competenze e risorse. Quando lo scopriremo sarà troppo tardi per rimediare.

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