La Nuova Sardegna

Oristano

Polo didattico, la Planargia oscilla tra due alternative

BOSA. Malgrado i corposi finanziamenti a cui si può accedere, l’assemblea dell’Unione dei Comuni Planargia-Montiferru occidentale sembra non trovare la fatidica quadratura unitaria del cerchio sulla...

2 MINUTI DI LETTURA





BOSA. Malgrado i corposi finanziamenti a cui si può accedere, l’assemblea dell’Unione dei Comuni Planargia-Montiferru occidentale sembra non trovare la fatidica quadratura unitaria del cerchio sulla questione del polo didattico unico. Nella riunione in programma nella sede dell’ex Iniasa a Bosa, convocata dal presidente Giovanni Antonio Cuccui nei giorni scorsi, ha prevalso alla fine l’opzione del rinvio, travestita coi panni dell’approfondimento sull’argomento.

Gli amministratori, dopo un lungo e articolato dibattito «Vogliono vederci più chiaro su alcuni aspetti tecnici della questione, che non sono ancora chiari», spiega ad esempio il sindaco di Montresta Antonio Zedda. La scelta insomma è difficile, del resto in ballo c’è il futuro punto di riferimento scolastico per i bambini e ragazzi di un territorio afflitto da un andamento generale col segno sempre negativo per il numero della popolazione residente. La diminuzione del numero di giovani pone inevitabilmente seri problemi alla possibilità di mantenere in vita i plessi scolastici. Quelli per ora superstiti, dopo le decisioni in materia dettate dalla Regione, fanno riferimento all’istituto comprensivo di Bosa.

Riassumendo per sommi capi, sono due le posizioni sul polo didattico. Quella del sindaco di Tresnuraghes Salvatore Angelo Zedda, che auspica la nascita di una sorta di campus, al passo con i tempi per logistica, attrezzature e offerta di indirizzi, da realizzare in uno dei paesi della zona. Mentre il sindaco di Scano Montiferro, Franco Frascaro, è convinto che un’offerta da distribuire in diversi centri della zona, che tenga conto anche di Cuglieri, paese che non fa parte dell’Unione, ma la cui scuola è recentemente transitata sotto l’egida di Bosa, possa essere la soluzione ottimale.

Non resta quindi che attendere l’esito dell’approfondimento, dopo l’incontro da programmare a breve negli uffici dell’assessorato regionale, prima di sapere se nell’Unione si troverà un filo conduttore unitario nelle decisioni pratiche. Fatto non scontato, anche perché, questo il precedente, malgrado l’attenzione dimostrata dal presidente Pigliaru nel suo viaggio a Bosa mesi fa, si attende ancora la bozza del progetto condiviso che dovrebbe indicare le linee generali di rilancio per l’intero territorio, da inviare a Cagliari per una prima valutazione. Intanto nel territorio sofferenze sociali ed economiche, in termini di mancanza di prospettive di lavoro per giovani e meno giovani, si fanno sempre più tangibili e drammatiche. (al.fa.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative