La Nuova Sardegna

Oristano

Cabras, i ricciai chiedono un dibattito in Consiglio

di Claudio Zoccheddu
Cabras, i ricciai chiedono un dibattito in Consiglio

Tensione alta dopo l’incontro con il sindaco e col direttore dell’area marina Dubbi sull’attendibilità dei dati di raccolta della passata stagione di pesca

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CABRAS. “Chiediamo di essere ascoltati dal consiglio comunale. Siamo stufi di subire le decisioni di due persone. Dove sono gli altri amministratori?”. Dopo il surreale incontro tra i rappresentanti dell’Area marina del Sinis e i ricciai di Cabras, gli animi sono più distesi. La polemica, invece, è ancora accesa. Il trattamento riservato agli iscritti all’associazione dei pescatori subacquei non è andato giù al loro rappresentante: «Perché c’è solo il sindaco a rappresentare l’Area marina? - domanda il presidente dei pescatori subacquei, David Bichi -. Vogliamo che queste cose siano discusse da tutta la giunta e da tutto il consiglio comunale. Lo chiediamo con urgenza, ne va del nostro lavoro».

La richiesta per un’assemblea è stata presentata, o sarà presentata questa mattina in Comune. Gli associati rappresentati da Bichi, però, sono solo una parte dei ricciai di Cabras. Perlopiù professionisti che agiscono da riva, senza utilizzare una barca d’appoggio. Gli altri pescatori di ricci sono usciti allo scoperto qualche tempo fa. Anche loro si sono riuniti in un’associazione, la “Gies”, e hanno ottenuto il maggior numero di adesioni dai colleghi che pescano partendo dalla barca.

Dunque, il quadro dovrebbe essere più o meno questo: da una parte ci sono gli scontenti, dall’altra quelli che invece sono stati convinti dalla proposte dell’Area marina. In mezzo ci sono il sindaco, Cristiano Carrus, e il direttore dell’Area marina protetta, Giorgio Massaro, alle prese con un problema che si ripropone ogni anno, sempre uguale e senza soluzione definitiva. Quella di quest’anno ha due vie d’uscita: «Dopo la riunione di martedì abbiamo proposto due ipotesi: la prima prevede l’apertura dal 1 dicembre al 27 marzo, la seconda dal 15 dicembre al 10 aprile». Il dialogo annunciato qualche tempo fa si è ridotto a una scelta secca: A o B.

D’altra parte, il rapporto tra pescatori e Area marina è stato sempre complicato. Lo dimostrano i dati prodotti negli ultimi anni sul monitoraggio dei ricci, che potrebbero essere falsati. Lo hanno detto i pescatori e l’hanno confermato anche gli amministratori dopo aver “aggiustato” i libretti su cui i ricciai avrebbero dovuto appuntare i numeri degli esemplari pescati e le zone di pesca. Ieri, quindi, si parlava di una risorsa ragionando su termini perlomeno discutibili. Nella stagione 2013/14 secondo i pescatori si sarebbero pescati 1 milione di ricci in 1121 giornate di pesca. Nella stagione 2014/15 i ricci pescati sarebbero stati 600mila in 861 giornate. Dopo la correzione dell’Amp i ricci salgono a 1 milione e 500mila per 1688 giornate di pesca nel 2013/14 e a 1 milione a 141mila per 1441 giorni nella stagione 2014/15. Dati che non tengono conto delle razzie notturne raccontate dagli stessi pescatori.

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