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Marina e volontari insieme per la sicurezza

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Bosa, siglato un accordo tra Guardia costiera e Croce rossa per gli interventi di soccorso in mare

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BOSA. Nelle operazioni di soccorso in mare, a bordo delle unità della Guardia costiera di Bosa al personale delle Capitanerie di Porto si uniranno anche i volontari del nucleo Opsa del Comitato locale Croce Rossa di Bosa, che potranno salire anche a bordo degli elicotteri ed utilizzare il verricello. È sempre più sicuro l’ampio tratto di mare sotto la giurisdizione dell’Ufficio circondariale marittimo, al comando del tenente di vascello Guido Avallone, che insieme al presidente della Croce rossa di Bosa, Salvatore Deriu, ha sottoscritto l’altra sera un protocollo d’intesa per garantire il tempestivo ed efficace intervento sanitario nelle attività condotte con le due motovedette in dotazione, riducendo al minimo i tempi di intervento nelle operazioni di salvamento a mare.

«L’accordo prevede l’impiego sino ad un massimo di 3 operatori Opsa, il servizio di salvamento in acqua, della Croce Rossa di Bosa, abilitati al soccorso in acqua, all’occorrenza possano salire a bordo delle unità navali della Guardia Costiera di Bosa: la motovedetta CP835 ed il gommone G.C. A63» spiega il comandante Avallone.

L’iniziativa, quella che prende vita a Bosa, dopo anni di collaborazione e non poche esercitazioni nel passato, l’ultima qualche mese fa, si inquadra in un più ampio protocollo d’intesa stipulato a livello nazionale tra il comando della Marina e la Croce rossa. L’accordo prevede che «a partire dal 18 novembre 2015 gli equipaggi dell’Ufficio circondariale marittimo, al verificarsi di specifiche emergenze sanitarie, potranno essere affiancati dal personale specialistico Opsa della Croce rossa che interverrà in acqua in caso di necessità per soccorrere un eventuale naufrago, recuperarlo a bordo della motovedetta e, se necessario, praticare le manovre di primo soccorso sanitario».

A bordo delle unità della Guardia costiera il personale di soccorso della Croce rossa avrà inoltre a disposizione tutti i presidi per il salvataggio in acqua ed il materiale per il soccorso sanitario, compreso un Dae, il defibrillatore automatico esterno.

Il protocollo siglato l’altra sera negli uffici del comando di Circomare Bosa non si fermano qui, perché gli operatori Opsa potranno essere impiegati anche per il soccorso di «Naufraghi non cooperanti a bordo degli elicotteri della Guardia costiera» con la possibilità che l’operatore possa utilizzare anche il verricello in dotazione al mezzo aereo per calarsi in mare. In programma nelle prossime settimane ci sono inoltre incontri dedicati alla formazione, con la Guardia costiera che fornirà supporto su legislazione marittima e funzionamento delle procedure . (al.fa.)

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