Un calcio alle barriere, tutti seduti con Maria
ORISTANO. La cultura non dovrebbe avere barriere di alcun genere, né mentali e neppure fisiche. Invece non è così. Il Centro servizi culturali cittadino, la cui struttura è della Regione, certamente...
ORISTANO. La cultura non dovrebbe avere barriere di alcun genere, né mentali e neppure fisiche. Invece non è così. Il Centro servizi culturali cittadino, la cui struttura è della Regione, certamente non per responsabilità del personale che ci lavora, continua ad essere interdetto alle persone con difficoltà di deambulazione o non autosufficienti. Il servoscala è fuori uso da oltre un anno e nonostante le segnalazioni e i solleciti inviati a chi di competenza dal direttore del centro Marcello Marras, gli articoli apparsi sulla stampa, continua a rimanere inutilizzabile. Una situazione inaccettabile per chi vorrebbe partecipare agli incontri che vi si svolgono giornalmente e non può farlo a causa di quei venti gradini, diventati una barriera impossibile da scalare. «Vorrei tanto, tantissimo poter seguire gli eventi del centro Servizi culturali di Oristano. Ma ci sono le scale, e io non posso farle. Chi mi aiuta a lottare perché abbia gli stessi diritti di tutti? Se non si muove nulla sono disposta a sedermi ai piedi della scala del Centro Servizi Culturali per tutto il tempo che durerà il prossimo evento. Potrebbe essere l'incontro dibattito sulla dispersione scolastica a cui proprio non vorrei mancare il 19 novembre. Cosa dite?» A scriverlo su un social è stata Maria Delogu Chessa, un’insegnante oristanese; a raccogliere il suo invito tantissimi cittadini subito dopo la comparsa di quel post sul social è nato un gruppo denominato “Io mi siedo con… Maria”, che ha raccolto in poche ore centinaia di “mi piace” e decine di commenti. Ieri pomeriggio era in programma un incontro dibattito, dal titolo: “La chiamavano dispersione scolastica e rischio educativo. È stata una battaglia di civiltà. Quali prospettive e quali problematiche oggi nella Buona Scuola?”, e sono stati in tanti a sedersi con Maria davanti a quei venti gradini, ripidi e per lei impossibili da scalare. I relatori insieme al direttore del Centro, solidali con Maria Delogu Chessa, sfidando le temperature autunnali, si sono accomodati nel cortile della struttura e hanno svolto le loro relazioni all’aperto. «Mi auguro che il messaggio arrivi a chi deve intervenire per risolvere questa spiacevole situazione – ha detto Maria Delugu Chessa – e ringrazio tutti per la solidarietà dimostratami». Eppure basterebbe poco per risolvere il problema. Se proprio non si riesce a riparare il servoscala, o a installare un ascensore che consenta a chi non è autosufficiente di accedere al centro, si potrebbero sistemare i locali del piano terra.
Piero Marongiu
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