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«La Regione non fermi il centro»

«La Regione non fermi il centro»

Appello dell’arcivescovo e interrogazione del consigliere Tatti

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ORISTANO. Sei pazienti prenderanno il volo verso strutture della penisola. Sono tre persone ricoverate al Brotzu, due all’ospedale di Sassari e una a quello di Olbia. Avevano chiesto di aver accesso al Santa Maria Bambina, ma gli ultimi “intoppi” legati all’organizzazione del servizio sanitario regionale, costringeranno loro e le loro famiglie a rivolgersi fuori Sardegna. «Sono amareggiato per la situazione», dice l’arcivescovo proprio nei giorni in cui l’iniziativa di solidarietà in favore del centro di riabilitazione prende il via. Monsignor Ignazio Sanna ha anche inviato un telegramma col quale fa appello al presidente della Regione, Francesco Pigliaru, e all’assessore alla Sanità, Luigi Arru, affinché rivedano i propri piani che al momento obbligano il Santa Maria Bambina a sospendere i trattamenti. «Anche una proroga andrebbe bene», dice l’arcivescovo, ma al momento non c’è altro da fare se non attendere novità.

Il mondo politico intanto si sta mobilitando e, dopo altri interventi, arriva quello del consigliere regionale Gianni Tatti, eletto nell’Oristanese con l’Udc: «La Regione deve decidere al più presto. È una struttura di eccellenza nella riabilitazione neurologica che consentirebbe alla Sardegna di risparmiare risorse pubbliche ai cittadini di avere servizi e prestazioni di altissima qualità». È il moptivo per cui il consigliere regionale ha presentato un’interrogazione al presidente della Regione e all’assessore alla Sanità. A favore del Santa Maria Bambina ci sono tecnologie all’avanguardia, protocolli ben consolidati, personale con alta specializzazione. «Il partenariato pubblico e privato nei settori di alta specialità – aggiunge Gianni Tatti – è non solo una buona pratica sanitaria, ma fa risparmiare risorse pubbliche preziose. La Sardegna avrebbe un ulteriore vantaggio dalla collocazione del nuovo polo riabilitativo al centro dell’isola». (e.c.)

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